Ferrara sicura con l’Esercito. «Noi al servizio della città»
Bilancio delle attività dei militari impegnati nei controlli in zona Gad, stazione e Meis. Il comandante Castellano: orgogliosi del nostro contributo
«Sono molto orgoglioso dei miei uomini e donne impegnati nelle attività di pattugliamento dinamico e controllo di punti sensibili anche a Ferrara nel contesto dell’operazione “Strade sicure”». Queste le parole del Tenente Colonnello Maurizio Castellano, comandante del Gruppo Tattico del Raggruppamento Emilia-Romagna che partecipa a una delle più longeve operazioni dell’Esercito Italiano con 200 uomini schierati in alcune delle città in Regione e 13 nella nostra città.
L’anniversario di oggi (domenica 4 agosto) è l’11°, e i numeri, come anche le attività, sono molto cambiati, adeguandosi alle esigenze e alle richieste del paese. «Nell’agosto del 2008 i soldati impiegati erano appena tremila, oggi abbiamo superato le settemila unità e la presenza è in 53 città italiane dove i militari si impegnano sul fronte del controllo e della sicurezza».
«I nostri uomini e donne, ha continuato Castellano sono molto preparati, ricevono un addestramento specifico e sono pronti ad intervenire in situazioni di criticità ed emergenza, qualora ce ne fosse la necessità». Le zone controllate da “Strade sicure” sono quelle della stazione, del GAD e del Meis, «ma i nostri soldati ci sono sempre, e i cittadini si sono abituati alla loro presenza, o meglio, laddove assenti ne sentono la mancanza».
Ferrara infatti, grazie anche all’Esercito, è un posto un po’ più sicuro, sostenuto da un «impegno ininterrotto al servizio del paese e della comunità». Sono parecchi gli aneddoti che potremmo raccontare sul lavoro degli uomini del Raggruppamento Emilia-Romagna comandato dal Colonnello Emanuele Canale Parola. Maggiormente il loro contributo, che inizia nel pomeriggio e si protrae fino a tarda notte, «è un deterrente per chi vuole commettere dei reati, ma dà anche sostegno a persone comuni che necessitano di un aiuto. Qualche tempo fa a tarda sera una signora si è fermata a parlare con i soldati che erano in servizio in stazione perché aveva paura e stava aspettando la figlia, e ancora in altri casi, il loro intervento è stato determinante per identificare e assicurare alla giustizia chi aveva appena commesso un reato o per placare una rissa». Ricordiamo che «i militari in servizio per “Strade Sicure” sono a tutti gli effetti agenti di pubblica sicurezza, possono fermare e perquisire e per procedere all’arresto devono chiamare la Polizia o i Carabinieri». —
Emanuela De Domenico
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