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l’andamento stagionale 

Il momento d’oro dell’orzo È il cereale con più resa

Andrea Tebaldi
Il momento d’oro dell’orzo È il cereale con più resa

Aumento della produzione lorda vendibile del 10% a differenza del grano Tremila gli ettari coltivati in provincia di Ferrara, il 12% del totale regionale

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Per colpa del cambiamento climatico, sono crollate le rese e la qualità dei cereali in Emilia Romagna. Unica eccezione l’orzo, che registra un aumento della Plv (produzione lorda vendibile) superiore al 10%, contro il pesante segno meno per il frumento duro (-25%) e per il frumento tenero (-15%); pesantissima è la perdita di Plv del grano biologico.

Grano giù, orzo su

«In linea con la situazione regionale risulta essere la provincia di Ferrara – afferma Claudio Mesini, Presidente della Sezione Cerealicola di Confagricoltura Ferrara, che aggiunge - terminati i periodi di trebbiatura, lo scenario si presenta davvero deludente per la campagna del grano, mentre per quanto riguarda il raccolto dell’orzo, possiamo parlare di una situazione certamente migliore. Sono circa tremila gli ettari di orzo coltivati nella nostra provincia, circa il 12% del totale regionale».

I vantaggi

«L’orzo – ricorda Mesini – è il quarto cereale nel mondo in ordine di importanza, viene utilizzato per l’alimentazione umana e per quella zootecnica; negli ultimi anni è aumentato il suo impiego per la produzione di malto. Il suo ciclo vitale è più breve di quello del grano, perché la velocità di crescita è più rapida e maggiore, tollera le alte temperature e resiste meglio degli altri alla siccità, ma sopporta meno il freddo. La sua trebbiatura anticipata permette una gestione più agevole del secondo raccolto che, nella nostra zona, è solitamente soia».

Vice Presidente di Confagricoltura Ferrara fino al maggio scorso, Stefano Gallerani è proprietario dell’Agriturismo Corte Galvana di Cento, è un produttore di birra, e quest’anno ha destinato circa 15 ettari alla coltivazione di orzo. Gallerani si dichiara soddisfatto per le rese e per questa coltura cerealicola in generale, parla di costi ridotti di produzione, dalla semina alla mancanza di trattamenti funghicidi, del solo diserbo per le infestanti a foglia larga, e di un’unica concimazione azotata, per ridurre al minimo i rischi di allettamenti. Zona fortunata la sua quest’anno, infatti non ha risentito di condizioni fortemente sfavorevoli quali le grandinate o le raffiche di vento.

L’effetto maggio

Situazione leggermente diversa in un altro areale, la zona di Copparo, e per un altro associato a Confagricoltura Ferrara, Gianni Bressan che, sommando quelli dell’azienda della moglie, ha destinato 27 ettari alla produzione di orzo. Bressan registra un leggero calo di produzione e di qualità, dovuti certamente al forte vento ed alle pessime condizioni climatiche soprattutto di maggio.

Pro biogas

Ci spostiamo nell’argentano, i venti ettari di orzo tradizionale, da granella e da biogas, in produzione all’azienda “Menarini Gianluca” nella zona di Ospital Monacale, vengono trinciati e interamente utilizzati per l’impianto a biogas dell’azienda Menarini, la cui produzione risulta in linea con quella dello scorso anno. —

Andrea Tebaldi

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