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LO SGOMBERO

Sinti, nuovi arrivi a Monestirolo e a Ca' Frassinetta

L'incontro fra il vicesindaco Lodi, l'assessore Coletti e le famiglie sinti del campo di via delle Bonifiche prima del trasferimento a Monestirolo
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L'incontro fra il vicesindaco Lodi, l'assessore Coletti e le famiglie sinti del campo di via delle Bonifiche prima del trasferimento a Monestirolo

Prosegue il trasferimento delle famiglie nomadi, resta da individuare la collocazione per chi sarebbe dovuto andare a Masi San Giacomo

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FERRARA. Seconda giornata di sgombero, quella di oggi, lunedì 5 agosto, al campo Nomadi di cia delle Bonifiche. Sono proseguite senza intoppi le operazioni di allocamento delle famiglie che devono lasciare l’area, interessata dall’ordinanza di sgombero, contingibile e urgente, firmata dal sindaco Alan Fabbri.

E’ stato completato il trasferimento delle famiglie destinate alle strutture di Monestirolo e le operazioni si sono svolte senza intoppi alla presenza di polizia locale, forze dell’ordine, operatori delle associazioni di volontariato e dell'Asp, conché del vicesindaco Nicola Lodi e dell'asessore Cristina Coletti .

«Dopo l’assemblea pubblica di qualche giorno fa insieme ai residenti della frazione abbiamo avviato un confronto attivo e propositivo, volto a prevenire ed evitare eventuali criticità - ha sottolineato il vicesindaco - e le stesse famiglie sinti, oggetto del provvedimento, si sono dimostrate in questo senso collaborative».

Gli uffici sono ora impegnati in organizzazioni di tipo tecnico per il trasporto di due casette mobili in località Ca' Frassinetta, in pratica in via Vallelunga, parallela a vie delle Bonifiche, dove sorge il sito del Gruppo Locale Monsignor Filippo Franceschi, che ospita richiedenti asilo e dove dovrebbero trovare temporanea sistemazione due nuclei familiari, per un totale di otto persone.

«Ricordiamo che la sistemazione delle famiglie interessate dallo sgombero si è resa necessaria in base all’urgenza dell’ordinanza, ma che rimane una collocazione temporanea alla quale verranno affiancate attività di controllo, per la prevenzione dei disagi, e di accompagnamento delle famiglie verso una condotta di vita definitivamente autonoma. E’ questo lo scopo ultimo dell’intera operazione di sgombero», conclude il vicesindaco Lodi.

Una volta completata questa prima fase con le destinazioni suddette, resteranno da collocare una quindicina di persone, in pratica quelle che in un primo momento erano state destinate a Masi San Giacomo, allocazione a cui poi l'amministrazione di Ferrara ha rinunciato, essendo al di fuori del territorio comunale.

Il tutto, in ogni caso, in via temporanea, con lo stanziamento di 36mila euro deliberato dalla giunta Fabbri che pone come orizzonte i sei mesi, per quanto prorogabile.

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