La Nuova Ferrara

Ferrara

Nell’area verde c’era il palazzo della duchessa 

A Consandolo ritorna Renata di Francia Le sarà intitolato un parco

F.T.

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la storia

AConsandolo torna Renata di Francia. Dove visse, vivrà in eterno. Almeno nella toponomastica. Alla duchessa, moglie di Ercole II d’Este e figlia del re francese Luigi XII, verrà intitolato il parco di via Bergamini Roda, a lato del civico 50.

Il motivo della decisione assunta dall’Unione dei Comuni Valli e Delizie, di cui Argenta fa parte, è assolutamente giustificato: nell’attuale area verde si estendeva l’ala ovest del palazzo, costruito nel 1434 e demolito, a seguito di un grave incendio, tra il 1836 e il 1866. L’8 luglio 1540 Ercole II, per ragioni squisitamente politiche, dono alla moglie l’edificio con l’intero parco di 12 ettari, che divenne proprietà privata della duchessa.

il palazzo

È grazie alla ricostruzione dell’Associazione Ricerche storiche Consandolo che è possibile approfondire il legame tra Renata di Francia e il palazzo in cui abitò per un lungo periodo, forse in un esilio più o meno forzato a causa delle sue simpatie per il protestantesimo.

L’edificio, lontano dalla visibilità di Ferrara, strategicamente vicino ai confini di Bologna e Ravenna e chiuso da mura protettive, costituì un ottimo ambiente per la libera espressione religiosa di Renata, che qui allevò i figli ed operò, originando uno dei più potenti centri culturali di ambito calvinista in Italia, ancora vivo nell’Ottocento e ricordato anche nel XX secolo dagli abitanti di Consandolo, che ne tramandavano oralmente la memoria.

Largo 22 metri e mezzo e lungo 84, il palazzo si impostava trasversalmente all'attuale via Bergamini Roda, che ne ricalca il viale centrale d'ingresso. A fianco del lato ovest c’era la barchessa di servizio, con loggia coperta a due piani, che si protendeva verso il perpendicolare edificio della castalderia di corte, ancora in gran parte integro, occupando proprio lo spazio dell'odierna area verde, in cui ancora insiste l’originale pozzo.

La duchessa affrontò notevoli spese per adeguare alle proprie esigenze il palazzo e il giardino, che adornò con piante rare, espressamente acquistate. Per lei lavorò Girolamo da Carpi, che affrescò alcune camere e molto probabilmente anche entrambe le cappelle della Delizia. —

F.T.

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