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reazioni nel M5s 

Lo strappo di Bugani Mantovani: è uno valido

Marcello Pulidori
Lo strappo di Bugani Mantovani: è uno valido

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Sono giorni piuttosto intensi per il M5S, sia a livello nazionale che sul palcoscenico ferrarese. Ad agitare le acque sono state, soprattutto, le dimissioni di Massimo Bugani che ha lasciato l’incarico romano di vice-capo della segreteria del vice-premier Luigi Di Maio a Palazzo Chigi lasciando anche il ruolo di referente del M5S in Emilia-Romagna.

Che effetto ha prodotto, nel M5S ferrarese, questa serie di novità? «Per la verità non mi risulta ci siano particolari novità o conseguenze – risponde Tommaso Mantovani, consigliere comunale Cinque Stelle – Posso dire che conosco bene Bugani e che è sicuramente una persona di valore. Posso anche aggiungere che prima delle Comunali quando abbiamo ottenuto la certificazione (timbro ufficiale dei vertici nazionali del Movimento grazie a cui i singoli attivisti possono ricoprire incarichi pubblici in nome e per conto del M5S, ndr), Bugani è stato uno degli esponenti che più si è impegnato per il raggiungimento di questo risultato. Detto ciò – conclude Mantovani – a noi non è stato comunicato nulla di nuovo rispetto all’assetto regionale del Movimento, mentre a livello nazionale, oltre ovviamente a Di Maio, il nostro referente è, e rimane, Vittorio Ferraresi, sottosegretario alla giustizia».

Chi invece il Movimento l’ha già praticamente abbandonato è una delle figure più conosciute, quella Ilaria Morghen candidata sindaco nel 2014: «Sono ancora formalmente iscritta – ha detto ieri la Morghen – ma da tempo sono disimpegnata ed inattiva dal punto di vista politico». Alla base di questa rottura, che non è di questi giorni ma risale a prima delle ultime elezioni Comunali, ci sarebbero opinioni divergenti con gli attuali vertici a livello locale, lo stesso Mantovani in prima fila. —





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