Attenzione sui ritrovi dei giovani Dai controlli buone indicazioni
Dopo la strage di Corinaldo, la mappatura voluta dalla prefettura Il questore Pallini: uscite di sicurezza, agibilità, capienza, tutto ok
la prevenzione
Da una parte l’aspetto repressivo: i sei arresti della banda e del loro ricettatore di un “Compro Oro”. Dall’altro quella della prevenzione e della sicurezza, assenti nel caso della strage di Corinaldo, visto che sono indagate altre 17 persone (gestori, proprietari, addetti sicurezza, sindaco, vigilanza sui locali). Perché la tragedia è stata sì innescata dalla banda usando lo spray per rubare, ma la calca, i morti e i feriti sono stati causati dalla inosservanza di misure di sicurezza. Fattori su cui, spiega il questore Giancarlo Pallini, a Ferrara da tempo viene data la massima importanza. «Sì, ancor prima della tragedia di Corinaldo - spiega il questore - ci siamo messi in moto e in seguito con la massima attenzione da parte della prefettura che fece fare un monitoraggio sui locali, uscite di sicurezza e agibilità dei locali e sulla capienza». Un piano di controllo richiesto e voluto dal prefetto Michele Campanaro, sulla fruizione dei locali pubblici, per verificare autorizzazioni e agibilità, su cui si sono concentrati Polizia e Carabinieri nei mesi successivi a Corinaldo.
«Debbo ricordare - aggiunge il questore - che da tempo c’è un accordo coi gestori dei locali e il Silb coi quali vi è la massima collaborazione. Dopo la mappatura eseguita su disposizioni del prefetto, la situazione a Ferrara è positiva».
«Ovvio - continua il questore - servono controlli, poiché laddove vi è capienza di 1.000 persone non possono entrarne 1.500. Ma voglio ricordare che su prevenzione e sicurezza dentro i locali si era lavorato anche in passato molto bene». Il questore ricorda, ad esempio, un protocollo firmato tra questura (in primis Polizia amministrativa), forze dell’ordine e locali che ha fatto scuola a livello nazionale e che venne coordinato allora dal questore Antonio Sbordone e dal capo gabinetto Pietro Scroccarello: «Ieri come oggi vi è la massima attenzione sui luoghi di ritrovo giovanili: voglio ricordare che alla presentazione del progetto “Scuole sicure” ho parlato di nuovo interesse per il mondo giovanile: ma non solo sul problema droga, anche su alcol, abusi, comportamenti illeciti. Lasciatemelo dire, davanti a reati compiuti da ragazzi non si tratta di baby gang: sono solo organizzazioni criminali». —
D.P.
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