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operazione della finanza 

In due appartamenti a Spina c’erano i magazzini del falso

In due appartamenti a Spina c’erano i magazzini del falso

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LIDO SPINA. In due appartamenti avevano allestito un magazzino per il commercio anche all’ingrosso di capi d’abbigliamento e accessori, tutti con marchi contraffatti, da rivendere sul litorale ma anche fuori provincia, in particolare nel Mantovano. E insieme al “cash & carry” del falso c’era anche il laboratorio per preparare confezioni accattivanti per il cliente. Ma sono stati scoperti e denunciati dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Ferrara e della Tenenza di Comacchio. Ora due cittadini originari del Senegal - entrambi con permesso di soggiorno in Italia - sono nei guai per aver introdotto nel territorio dello Stato, a fini commerciali, prodotti industriali con marchi e segni distintivi contraffatti.

IL SEQUESTRO

L’operazione condotta dalla guardia di finanza ha permesso di sequestrare oltre 2.300 fra articoli, accessori ed etichette delle più note marche di moda. Gli articoli sono stati rinvenuti, in due appartamenti di Lido Spina, nella disponibilità degli indagati. Le abitazioni fungevano da laboratori e depositi utilizzati per il confezionamento e lo smistamento della merce da mettere illegalmente in circolazione. I due uomini denunciati erano già noti alle Fiamme Gialle per precedenti denunce per detenzione e vendita di abbigliamento e accessori con marchi falsi. In particolare uno dei due era stato notato a Ferrara, dove era in contatto con diversi clienti per piazzare la merce.

LA SCOPERTA

I successivi controlli permettevano di acquisire una serie di elementi che confermavano le ipotesi investigative e consentivano di individuare le basi logistiche a Lido Spina. La perquisizione in uno dei due appartamenti scattava dopo un intervento du una pattuglia del Nucleo di polizia economico finanziaria nel corso del quale veniva fermato, a Ferrara, un uomo italiano di 46 anni, residente a Poggio Rusco (Mantova) che aveva sulla sua auto decine fra giubbotti, scarpe e borse (tutti con noti marchi) acquistate proprio da uno dei due senegalesi. Da qui il sequestro dei beni rinvenuti sull’auto del mantovano e l’operazione portata poi a termine a Spina. —

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