Giovecca, un punto di primo intervento e nuovi ambulatori
Previsto un presidio per trattare i casi di bassa gravità Il sindaco: se non sarà nel bilancio Asl, non lo voterò
Un punto di accesso di primo intervento per codici di minore gravità, più servizi e ambulatori. Con i suoi 50mila metri quadri la Cittadella di San Rocco, ex ospedale Sant’Anna, si candida a diventare la più grande Casa della Salute d’Italia. Forti dei 13 milioni di euro appena assicurati dal Cipe per il progetto (altri 4 sono stati vincolati per Cona), Asl e Comune hanno illustrato ieri le prossime mosse di una riqualificazione già avviata nel 2014-2015 con il trasferimento del Cup, del Centro Prelievi e del San Giorgio, e che proseguirà fino al 2025 accorpando nell’anello di corso Giovecca tutti i fondamentali servizi sanitari e di assistenza primaria.
Primo intervento
«In questi anni l’ex Sant’Anna si è gradualmente arricchito di nuovi servizi; unificare in una struttura entro mura, vicina al cittadino, tutte le attività assistenziali primarie è sempre stato il nostro principale obiettivo», ha sottolineato il direttore generale dell’Asl Claudio Vagnini, affiancato dai dirigenti Stefano Carlini e Renato Cardelli e dall’ingegnere Chiara Turbinati. In corso Giovecca troveranno sede anche gli uffici dell’assessorato comunale alla Sanità, ha aggiunto il sindaco Alan Fabbri, confermando la realizzazione nella Casa della Salute di un Punto di primo intervento per i codici di minore gravità. «Non un pronto soccorso, ma un punto di riferimento, in città, per tutti quei casi di piccoli infortuni o altre emergenze minori che necessitano di un immediato intervento», ha puntualizzato Fabbri “intimando” all’Asl di includere il servizio nel prossimo bilancio «che in caso contrario non voterò». Si sta dunque ragionando sulla possibilità di ampliare gli orari di ammissione del pubblico della continuità assistenziale (all’interno del servizio di Guardia Medica) durante la fascia diurna dei festivi e prefestivi.
Step 2018-2022
Da qui al 2022 sarà completato il primo step avviato già nel 2018 grazie ai 6,5 milioni di euro di fondi Stato-Regione. Nel 2020 sarà ultimata la riqualificazione della parte Est dell’anello (nuova pavimentazione, interventi per l’orientamento, copertura degli impianti), così come nei primi mesi del prossimo anno sarà messo a punto il trasferimento degli ambulatori di via Gandini e del Sert e realizzato il Polo unico di Odontoiatria con il trasloco della parte ancora mancante. Più lunghi invece i tempi di trasferimento del poliambulatorio “Salute Donna” di via Boschetto, una “new entry” resa possibile da finanziamenti extra Cipe, per la cui conferma è stata avviata l’istruttoria. Non meno importante l’efficientamento energetico che consentirà di portare da 29.000 a 7.000 kilowatt il consumo della centrale termica.
Step 2021-2025
Il secondo step, con l’investimento dei 13 milioni Cipe, si svolgerà dal 2021 al 2025 e porterà al 70% la quota di superficie “rinata” dell’ex ospedale (contro il 46% attuale). La riqualificazione dell’anello riguarderà la parte ovest, mentre i trasferimenti interesseranno il Dipartimento di Salute Mentale ora distribuito tra via Ghiara e via Quartieri, gli ambulatori della Commissione Invalidi e della Medicina Legale ora in via Cassoli e la stessa Direzione Generale dell’Asl, che troverà collocazione a fianco dell’assessorato comunale. Il criterio scelto, per il trasloco dall’attuale sede Asl di via Cassoli, è stato quello di privilegiare i servizi sanitari.
«Il progetto è in evoluzione - hanno spiegato dirigenti e tecnici - Anche realtà trasferite nel 2014, come il Centro Prelievi, in questi anni hanno conosciuto delle migliorie: il tempo medio di attesa si è abbassato a 5 minuti con un flusso giornaliero di 350 persone. Così come la centrale di erogazione farmaci, dove ogni giorno arrivano 150 persone, ha tempi medi di attesa di 25 minuti, con picchi massimi di 70 ». —
A.M.
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