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Dolore per il camionista morto La Cgil: lavoro con troppi rischi

Fabio Terminali
Dolore per il camionista morto La Cgil: lavoro con troppi rischi

Fa riflettere la tragedia del 59enne, che finendo a terra ha battuto la nuca Per il sindacato servono misure urgenti per prevenire le troppe cadute dall’alto 

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OSTELLATO. Una caduta dal camion da tre metri d’altezza, la nuca battuta sull’asfalto, il decesso sul colpo. Solleva interrogativi e anche qualche punto esclamativo la morte di mercoledì mattina a Ostellato di Angelo Cippiciani, autotrasportatore di Soliera (Modena), avvenuta sotto gli occhi di un collega mentre il 59enne stava scaricando una pesa.

La questione è quella della sicurezza sul lavoro, un mondo caratterizzato ancora da troppi incidenti e da troppi morti. A caldo si è fatta sentire la Cgil, che punto su punto richiama a una maggiore responsabilità, a 360 gradi.

Più attenzione

Riccardo Grazzi, membro della segreteria della Camera del Lavoro di Ferrara, torna a metà luglio, all’ultima riunione dell’Osservatorio sulla sicurezza e legalità del lavoro. «In quella occasione – spiega il sindacalista – ho invitato tutti a concentrarsi su alcuni dati. E cioè che gli incidenti riguardano più frequentemente i comuni del territorio rispetto al capoluogo, si concentrano nella fascia d’età 40-59 anni e negli appalti, più in generale dove il lavoro è maggiormente informale e autorganizzato».

Ecco quindi, secondo Grazzi, gli ambiti entro cui concentrarsi per quantomeno ridurre il rischio. Con un’aggiunta: le cadute dall’alto. «Sappiamo – aggiunge il dirigente della Cgil – che le problematiche maggiormente rilevate riguardano le cadute dall’alto ed anche la scarsa capacità delle imprese di organizzare il lavoro attivando le misure di protezione necessarie: sia di natura collettiva (parapetti, ponteggi, reti) che individuale (imbragature)».

Però qualcosa va fatto e l’esempio ci sarebbe: «In provincia di Modena – sostiene Grazzi – è stato sperimentato un protocollo specifico per prevenire i rischi di caduta, che poi è diventato un pezzo del contratto nazionale vista la sua efficacia. E poi ci sono aziende che investono e hanno successo anche perché si pongono l’obiettivo di “infortuni zero”. Ecco – conclude Grazzi – vorrei che il Ferrarese provasse a diventare a “infortuni mortali zero”. Utopia? Forse, ma bisogna fare di tutto per provarci».

la tragedia

Intanto l’attenzione resta drammaticamente rivolta all’incidente di mercoledì a Ostellato, a pochi passi dalla strada provinciale. Cippiciani, socio della ditta Movitrans, e il collega avevano iniziato a scaricare il materiale, quando una delle grosse cinghie usate per mettere in sicurezza il carico si è staccata. Il 59enne, che era sul camion, ha cercato un appoggio col piede ma non trovandolo è caduto all’indietro da tre metri d’altezza, battendo molto forte la nuca sull’asfalto.

«Aveva molta esperienza – lo ricorda il figlio – e prestava sempre attenzione in quello che faceva. Per questo non riesco a crederci. Il camion era il suo secondo figlio». —

Fabio Terminali

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