Dolore per il camionista morto La Cgil: lavoro con troppi rischi
Fa riflettere la tragedia del 59enne, che finendo a terra ha battuto la nuca Per il sindacato servono misure urgenti per prevenire le troppe cadute dall’alto
OSTELLATO. Una caduta dal camion da tre metri d’altezza, la nuca battuta sull’asfalto, il decesso sul colpo. Solleva interrogativi e anche qualche punto esclamativo la morte di mercoledì mattina a Ostellato di Angelo Cippiciani, autotrasportatore di Soliera (Modena), avvenuta sotto gli occhi di un collega mentre il 59enne stava scaricando una pesa.
La questione è quella della sicurezza sul lavoro, un mondo caratterizzato ancora da troppi incidenti e da troppi morti. A caldo si è fatta sentire la Cgil, che punto su punto richiama a una maggiore responsabilità, a 360 gradi.
Più attenzione
Riccardo Grazzi, membro della segreteria della Camera del Lavoro di Ferrara, torna a metà luglio, all’ultima riunione dell’Osservatorio sulla sicurezza e legalità del lavoro. «In quella occasione – spiega il sindacalista – ho invitato tutti a concentrarsi su alcuni dati. E cioè che gli incidenti riguardano più frequentemente i comuni del territorio rispetto al capoluogo, si concentrano nella fascia d’età 40-59 anni e negli appalti, più in generale dove il lavoro è maggiormente informale e autorganizzato».
Ecco quindi, secondo Grazzi, gli ambiti entro cui concentrarsi per quantomeno ridurre il rischio. Con un’aggiunta: le cadute dall’alto. «Sappiamo – aggiunge il dirigente della Cgil – che le problematiche maggiormente rilevate riguardano le cadute dall’alto ed anche la scarsa capacità delle imprese di organizzare il lavoro attivando le misure di protezione necessarie: sia di natura collettiva (parapetti, ponteggi, reti) che individuale (imbragature)».
Però qualcosa va fatto e l’esempio ci sarebbe: «In provincia di Modena – sostiene Grazzi – è stato sperimentato un protocollo specifico per prevenire i rischi di caduta, che poi è diventato un pezzo del contratto nazionale vista la sua efficacia. E poi ci sono aziende che investono e hanno successo anche perché si pongono l’obiettivo di “infortuni zero”. Ecco – conclude Grazzi – vorrei che il Ferrarese provasse a diventare a “infortuni mortali zero”. Utopia? Forse, ma bisogna fare di tutto per provarci».
la tragedia
Intanto l’attenzione resta drammaticamente rivolta all’incidente di mercoledì a Ostellato, a pochi passi dalla strada provinciale. Cippiciani, socio della ditta Movitrans, e il collega avevano iniziato a scaricare il materiale, quando una delle grosse cinghie usate per mettere in sicurezza il carico si è staccata. Il 59enne, che era sul camion, ha cercato un appoggio col piede ma non trovandolo è caduto all’indietro da tre metri d’altezza, battendo molto forte la nuca sull’asfalto.
«Aveva molta esperienza – lo ricorda il figlio – e prestava sempre attenzione in quello che faceva. Per questo non riesco a crederci. Il camion era il suo secondo figlio». —
Fabio Terminali
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