Scontro sulle assunzioni A Ferrara 40 mancano all’appello
L’accusa di Cgil e Cisl: disattesi gli accordi sottoscritti con il ministro «Pronti alla mobilitazione in mancanza di misure anti-precariato»
LA PROTESTA
Mesi fa il braccio di ferro tra comparto della scuola e governo sulla stabilizzazione dei precari era arrivato a un passo dallo sciopero. Poi gli accordi sottoscritti il 24 aprile con il ministro Bussetti, alla presenza del premier Conte, e confermati al successivo tavolo tecnico ministeriale, l’11 giugno, avevano indotto i sindacati ad annullare la mobilitazione. «Ad aprile, in occasione del rinnovo del contratto scaduto, avevamo ribadito la grave situazione dei precari, concordando la necessità di istituire nuovi concorsi e percorsi abilitanti speciali - spiegano Cattani e Zangheratti - Sembrava un buon passo in avanti, confermato e sottoscritto l’11 giugno». L’accordo prevedeva l’immissione in ruolo di 58mila docenti «ma successivamente è intervenuto il “correttivo” di un altro ministero, quello dell’Economia, che con la motivazione del calo delle iscrizioni, ha stabilito una quota di 53mila docenti, con un taglio di 5.000 che nel Ferrarese si traduce in una quarantina di posti di ruolo in meno. E il calo degli studenti, nella nostra provincia, oltre a essere esiguo (0,2%) è a macchia di leopardo. In ogni caso, c’era un accordo e quell’accordo è stato disatteso. E ora, con il governo in una situazione di incertezza, siamo in un limbo», concludono le rappresentanti della scuola, annunciando che l’immissione dei docenti e del personale Ata di ruolo comincerà dopo Ferragosto. —
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