Aria di campagna elettorale I partiti già proiettati sul voto
Parlamentari ferraresi pronti a rientrare dalle ferie per la crisi di Governo Segretari e coordinatori affilano le armi con un dubbio: la Lega correrà da sola?
C’è chi sta a Pantelleria come il senatore Alberto Balboni di Fratelli d’Italia e aspetta, tra un’immersione e una seduta di fanghi, ma con la valigia già pronta, la chiamata a Roma per votare e commenta: «Finalmente è finita l’agonia di questo governo, adesso spazio ai sovranisti, nei sondaggi abbiamo la maggioranza».
C’è anche chi aveva programmato vacanze all’estero, come Luigi Marattin deputato del Pd, ma è stato costretto a ravvicinare la meta, non si sa mai; e punzecchia da par suo: «Salvini ha preso la decisione di certificare il suo fallimento, dopo tante bugie ci porterà anche l’aumento dell’Iva».
C’è pure chi è rimasto nella sua Bondeno come il deputato leghista Emanuele Cestari, impegnato in una seduta di giunta, pronto a correre subito a Montecitorio per appoggiare la causa salviniana con un’idea precisa: «La Lega può correre da sola? Perché no, chi ci sceglie sa cosa vota».
Il sottosegretario pentastellato Vittorio Ferraresi non risponde nemmeno al telefono. Chissa dov’é?, ma siamo sicuri che si trova in stretto contatto con Di Maio visto che la situazione politica e del Governo è precipitata.
Strana estate
È una strana estate quella dei parlamentari ferraresi, piena di incertezze sulla data del voto di sfiducia e sullo sviluppo delle ferie d’agosto. I tempi della crisi sono incerti ma gli esponenti di tutti i partiti sono per andare alle urne al più presto.
Clima elettorale
E prima della definitiva caduta del Governo in Parlamento si è già entrati anche a Ferrara in campagna elettorale con scenari già proiettati alla sfida delle urne prevista per ottobre,
«Il primo obiettivo - dichiara il segretario regionale del Pd, Paolo Calvano - è quello di costruire una proposta alternativa a quella che Lega e 5 Stelle hanno fatto in maniera fallimentare in questi mesi, allargando il più possibile la coalizione del centrosinistra».
«Oramai c’erano troppi litigi e divisioni - commenta Tommaso Mantovani, capogruppo in consiglio comunale a Ferrara per il M5s - purtroppo c’erano ancora da fare alcune cose come il salario minimo, taglio dei parlamentari, l’acqua pubblica. La maggioranza si è rotta, se ne prende atto e andiamo al voto».
C’è chi vuole ricompattare il centrodestra come Matteo Fornasini, coordinatore provinciale di Forza Italia.
«Abbiamo vinto tutte le elezioni nazionali e locale negli ultimi anni - sostiene l’assessore forzista - si sta concludendo un periodo di governo non positivo e bisogna voltare pagina, i sondaggi danno il centrodestra superiore al 50%. La Lega correrà sa sola? È un’ipotesi che non voglio prendere in considerazione».
Anche Mauro Malaguti, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, vede bene una nuova coalizione di centrodestra. «È un bene - dice Malaguti - tornare al voto prima possibile. I sondaggi vedono i partiti di Salvini e Meloni in grado di superare la soglia del 40%, se si fa l’alleanza anche con Forza Italia la vittoria è certa».
A chiudere i commenti ferraresi, il sindaco leghista Alan Fabbri, massimo esponente ferrarese del partito del Carroccio .
«Salvini ha fatto bene a staccare la spina al Governo - dichiara Fabbri - spero che si voti ad ottobre insieme alle Regionali. La Lega è in un momento di crescita, innegabile. Correre da soli? È una scelta che dovrà fare Salvini, più che mai candidato premier». —
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