Pronta la causa contro la società Adria Nuoto «Ha procurato danni»
Il Comune vuole rifarsi sul vecchio gestore della piscina Interruzione di pubblico servizio e immagine compromessa
Alla fine della corsa la chiusura effettiva è stata di appena quattro giorni, i corsi riprenderanno a settembre e i posti di lavoro sono stati salvaguardati. Tuttavia, secondo il Comune di Codigoro, l’affare piscina, dopo l’abbandono di Adria Nuoto, non può andare in cavalleria come nulla fosse.
Di conseguenza l’amministrazione, che è proprietaria dell’impianto natatorio di viale della Resistenza, pensa di agire in giudizio nei confronti del vecchio gestore.
L’INCARICO
La vicenda rischia quindi di approdare in tribunale. A testimonianza di ciò c’è la decisione, risalente alla scorsa settimana, della giunta guidata dal sindaco Alice Zanardi. Ossia quella di “bussare” alla porta di un avvocato, più precisamente allo studio associato del legale ferrarese Gianfranco Berti.
L’incarico è stato messo nero su bianco il 2 agosto e comporta, per assicurarsi la prestazione professionale, un investimento da parte comunale di 7.739 euro, da reperire tramite storno dal fondo di riserva. Agli avvocati Gianfranco Berti e Sarah Pantanali spetterà oltre alla rappresentanza legale in giudizio, dice il documento d’incarico, “la verifica puntuale delle modalità di recesso del gestore e di tutti i danni subiti e subendi, ascrivibili a quest’ultimo a quest’ultimo sotto qualsiasi profilo giuridico”.
LE QUESTIONI APERTE
Per il Comune di Codigoro non ci sono dubbi: la comunicazione improvvisa della società Adria Nuoto (era il 18 luglio, con la consegna delle chiavi dell’impianto annunciata per il 31 dello stesso mese) di non poter proseguire nella gestione ha comportato un danno.
Ne viene citato qualcuno: la necessità di bandire, in termini brevissimi, una procedura per individuare un gestore provvisorio, cosa che ha comportato un sovraccarico di lavoro per gli uffici, peraltro in carenza di personale vista la stagione; inoltre, i danni derivanti dall’interruzione di un pubblico servizio, anche in riferimento ai percorsi terapeutici e di tutela della salute; infine, il danno di immagine per l’amministrazione e per la stessa struttura natatoria. —
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