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I volontari ci riprovano ma l’aereo non compare

G.C.

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ARGENTA. Con un’operazione in grande stile, i volontari della Romagna Air Finders capitanati da Leo Venieri e di cui fanno parte parecchi argentani, hanno effettuato un secondo tentativo per recuperare il motore dell’aereo Spitfire abbattuto dalla contraerea tedesca durante l’ultimo conflitto mondiale.

Un tentativo effettuato nelle campagne tra Argenta e località La Fiorana (fondo “Santa Chiara” di proprietà della famiglia Brunazzo di via Spanazza), che se da una parte ha mostrato una grande passione organizzativa, purtroppo non ha permesso il recupero del potente motore di questo velivolo da caccia ritenuto superiore a qualsiasi altro modello in tutta la storia del volo.

Non tutto comunque è andato disperso in quanto è stata recuperata una targhetta identificativa ritenuta, storicamente, molto importante. Giova ricordare che, la prima operazione di recupero effettuata il 19 agosto 2017, consentì il recupero di parecchi pezzi dell’aereo e se ciò fu possibile è grazie all’unico testimone: Luciano Pancaldi, allora 12enne (oggi 86 anni) che vide cadere l’aereo ma non notò che il pilota si lanciò con il paracadute.

«Stavamo andando a scuola a piedi a Filo, io e altri compagni - aveva raccontato - e abbiamo un rumore strano. Abbiamo visto in cielo un aereo che fumava e ondeggiava su e giù. Con i miei amici dicevo: “Quello la non va tanto avanti!”. Infatti, il fumo d’improvviso è aumentato e dopo un po’ l’abbiamo visto cadere a terra». —

G.C.

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