Tassi vuole vedere il procuratore «Siamo sulla graticola, è assurdo»
Il costruttore difende i lavori: strutture a norma, i test lo confermano Preoccupazioni per il buon nome della società e gli affari in corso
LE reazioni/2
«È una vergogna». Giuseppe Tassi, patron del gruppo che ha realizzato i lavori al Paolo Mazza, è inviperito per i rilievi contenuti nel verbale di dissequestro, i passaggi che indicano “elementi di criticità strutturale e di non conformità” e un livello di sicurezza “accettabile soltanto nel breve periodo”. «Ma stiamo scherzando? Le prove di queste settimane confermano i risultati del collaudo, e i valori sono anche migliori perché in un anno le strutture si sono ben assestate. Andate a guardare i dati riportati nei verbali sottoscritti dal consulente della procura e poi dal suo sostituto: sono assolutamente positivi. Ma ora Carlo Pellegrino, un tecnico che parlava di viti mancanti per un lavoro che viti non ne ha, rinnega anche le prove fatte».
SULLA GRATICOLA
Gli atti di ieri, in qualche modo alleggeriscono la sua posizione penale, allargando l’attenzione dall’esecuzione dei lavori alla fase progettuale e al collaudo, esterni all’azienda. «Cambia poco. Non ne faccio una questione di responsabilità personale, ma di azienda. Debbo preservare dal gioco al massacro la Tassi Group, i suoi settanta dipendenti e gli oltre cento artigiani a cui diamo da lavorare. Scrivere che lo stadio è fatto male e può andare incontro a problemi, vuol dire tenerci sulla graticola. Stiamo seriamente rischiando di perdere due importanti commesse da parte di società di serie A. E questo non lo posso accettare».
Lunedì 19, quando il procuratore capo e il sostituto titolare dell’inchiesta saranno in ufficio, Tassi chiederà di essere sentito urgentemente. «Pensavo potesse finire qui, e invece ci attendono due battaglie per smontare tutte le fantasie di Pellegrino».
ORGOGLIO
Interessi legittimi e comprensibile orgoglio. «Abbiamo creato un magnifico stadio – dice Tassi in una nota – i tifosi ne hanno giovato durante tutte le partite di campionato, l’intera città di Ferrara può ammirare uno stadio che molti a livello nazionale invidiano... per tutte queste persone è stato creato uno stadio nuovo e sicuro. L’azienda non ha lavorato per i soldi o per l’immagine, ma per tutte quelle persone che ho elencato sopra. . è ora di ripulire quell’azienda dalla polvere di menzogne e accuse che qualcuno ha voluto infangare solo per i propri interessi, interponendo gli interessi personali a quella cosa che ormai da tempo non siamo più abituati a vedere: qualità d’impresa. Le donne e gli uomini che con sacrificio, professionalità e voglia di rimboccarsi le maniche come solo il made in Italy sa garantire, ha reso possibile tutto ciò». E ancora: «Voglio ribadire, a nome di tutti quelli che hanno lavorato allo stadio, che siamo fieri e orgogliosi di aver realizzato quell’opera e che tutti noi andremo con le nostre famiglie alla Spal, seduti su quelle strutture». —
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