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L’agricoltura è in crisi? Un aiuto arriva dal turismo

Lauro Casoni
L’agricoltura è in crisi? Un aiuto arriva dal turismo

L’esempio della “Gianetto” di Settepolesini che ha ideato il “Labirinto” Unire ai prodotti genuini della terra anche l’offerta di un contatto con la natura

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Ferrara contava nel 2018 194 strutture ricettive, di cui 34 hotel, 80 appartamenti, 48 B&B e agriturismi e 18 affittacamere. Ed è proprio sulla fetta del mercato straniero che in questi ultimi anni si è andata concentrando l’offerta turistica che ha come prodotto di richiamo maggiore il territorio, l’enogastronomia, le bellezze naturali e la possibilità di vivere momenti di tranquillità lontani dai centri storici e spostando il periodo della vacanza culturale (città d’arte, musei, mostre, festival) in altri periodi dell’anno.

L’offerta

Sul fronte dell’offerta negli ultimi anni numerose sono le strutture commerciali ma anche imprese agricole hanno attinto alle numerose norme nazionali e soprattutto regionali che permettono di integrare reddito da attività connesse. Non solo agriturismi quindi ma anche normali imprese agricole che di fronte ad orizzonti economici non proprio rosei hanno messo in campo idee e collaborazioni utili a sopperire anche alla mancanza di iniziative strutturali rivolte a turisti ma anche a residenti ed in particolare alle famiglie con un occhio di riguardo ai bambini.

L’esempio gianetto

Come per esempio l’impresa agricola “Gianetto” di Settepolesini, circa 30 ettari di terreno condotto a colture industriali (mais, grano) che da diversi anni attingendo alle opportunità messe a disposizione dalla legislazione regionale ha trasformato la casa colonica in B&B utilizzato esclusivamente da stranieri e attraverso l’idea vincente di Marcello Sita, il titolare, trentenne laureato in economia agraria, ha trasformato circa 5 ettari di mais in un labirinto frequentato da un pubblico di giovanissimi e non solo, provenienti da tutto l’alto ferrarese e dai comuni limitrofi, che con una serie di iniziative iniziate a metà giugno e che si concluderanno a settembre ha già visto circa 1.500 persone prendere parte alle numerose iniziative. «Non ci riteniamo commerciali nel vero senso della parola. Continuiamo ad essere impresa agricola ed integriamo il reddito con attività connesse. Da quest’anno poi, continuando sulla linea della biodiversità, spingiamo molto sulla produzione del miele. Il labirinto stesso ha un disegno chiaramente dedicato alle api». Non mancano inoltre esempi di strutture di alloggio che negli anni hanno calibrato la propria offerta sulla scorta dei suggerimenti portati dagli stessi turisti stranieri, ciclisti, viaggiatori enogastronomici, che hanno obbligato gli operatori economici a rimodulare le richieste economiche completamente fuori mercato se paragonate agli stessi servizi in altri paesi europei.

«Sta cambiando anche l’approccio con il cicloturismo, spiegano alcuni operatori, la vacanza in bici per gli stranieri non è un vezzo estemporaneo, una toccata e fuga delle due ore di permesso o ferie, ma un progetto ben preciso, predisposto con mesi di anticipo dove mete, orari, luoghi da visitare sono già stabiliti e in questa ottica la struttura ricettiva sul percorso anche ferrarese è parte finale del progetto e non un ufficio di promozione turistica dove ricevere montagne di informazioni o di consigli». —

Lauro Casoni

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