«Vetri saltati per il calore e tapparelle liquefatte»
Una corsa per andare a chiamare i pompieri
il racconto
«Aiuto, aiuto, qui va a fuoco tutto». Alle 4 della notte di domenica i vetri delle finestre della famiglia Ramponi, che abita in via Farini nella casa accanto al capannone andato a fuoco, sono letteralmente esplosi e intanto le tapparelle di plastica si sono sciolte. Sei persone, due adulti, due ragazzi, una bambina di sette anni e una donna anziana sono corsi in strada in preda al panico.
«Ho visto le fiamme e senza pensarci ho gridato a tutti di uscire - racconta Andrea Ramponi -. Una volta in strada mi sono messo a correre verso la caserma dei vigili del fuoco, che è proprio qui dietro. Gli ho detto di salvare gli anziani che erano rimasti in casa e loro sono partiti in un attimo e li hanno portati fuori». Intanto i residenti sono usciti tutti, portandosi lontani dal luogo dell’incendio e correndo con i bambini, tra cui anche un neonato, stretti tra le braccia.
«Sono medico al Pronto soccorso di Cento - fa presente Sandra Rodriguez - e quando ho visto la ditta andare a fuoco ho avuto un sussulto. So quello che produce e cosa può significare respirare veleno. Ho quindi detto ai miei figli e alle persone che avevo vicino di proteggersi n qualche modo. Per fortuna le analisi ci hanno pi tranquillizzato».
La dottoressa gira con la valigia in mano: «Ho dentro il cambio dei ragazzi e della bimba che ho mandato intanto dagli zii. Non so quando e come potremo tornare a casa, abbiamo i vetri rotti e un odore insopportabile. Ci vorranno settimane».
«Lo scoppio mi ha svegliato, mi sono affacciato e ho visto il fuoco. Ho avuto paura, davvero tanta paura». —
An.Bo.
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