Accoltellata dal marito per gelosia, l’uomo fermato per tentato omicidio
I carabinieri insospettiti dalle versioni contraddittorie fornite dopo la lite che ha portato al ferimento della donna
FERRARA. Nè un infortunio domestico, nè un atto di autolesionismo. Piuttosto, un colpo inferto con un coltello da cucina al culmine di una lite scoppiata tra marito e moglie per motivi di gelosia. Da qui l’accusa di tentato omicidio, aggravato dal legame matrimoniale, che ha portato in carcere Darko Milanovic, 27 anni, cittadino di origine serba senza precedenti penali, per aver aggredito la moglie, 30 anni, anche lei di origine serba, sabato scorso a Barco. Le contraddizioni individuate dagli inquirenti del Comando carabinieri di Ferrara, coordinati dal sostituto procuratore Andrea Maggioni, nelle versioni fornite dai coniugi e gli elementi acquisiti grazie agli accertamenti medico-legali durante le prime indagini compiute dopo il fatto hanno convinto il pm a spiccare il fermo di indiziato di delitto.
Indizi e verifiche. Il decreto impedisce che il sospettato possa allontanarsi (sarà poi il gip, nei prossimi giorni, a stabilire se sussistono le condizioni per l’adozione di misure cautelari come la detenzione in carcere o gli arresti domiciliari) e al contempo compone il quadro delle circostanze rilevanti per la formulazione dell’accusa.
Secondo la ricostruzione sommaria fornita dai carabinieri di Ferrara (tenente colonnello Marco De Martino e capitano Marco Angeli), verso le 16.30 di sabato scorso all’interno di un’abitazione dell’Acer marito e moglie hanno iniziato a litigare. A scatenare il diverbio sarebbe stata una scenata di gelosia evidentemente sgradita al marito della trentenne che al crescere della tensione avrebbe poi ferito la moglie impugnando un coltello da cucina (lama da 25 cm) e colpendola nella parte bassa, sinistra, dell’addome. I due, hanno ricostruito i carabinieri, avevano bevuto molto e il litigio è avvenuto mentre erano in casa due dei quattro figli della coppia.
Nell’appartamento, un alloggio popolare, abita anche la madre della persona fermata, titolare del contratto d’affitto e ospitante della coppia, che si trova a Ferrara dall’1 luglio scorso.
Sabato pomeriggio i coniugi e i figli erano soli in casa. I carabinieri, e poi il pm, hanno ascoltato per almeno tre volte la donna mentre era ricoverata in ospedale e quando è stata dimessa. Ma i dettagli della sua ricostruzione del fatto (si sarebbe ferita accidentalmente con il coltello mentre lo usava in cucina) non combaciavano affatto con la versione del marito, secondo il quale la donna si sarebbe inferta da sè la ferita, colta da una crisi nervosa. Il marito (i due conoscono poco l’italiano) si è poi rivolto ad alcuni vicini per chiamare i soccorsi e la donna è stata trasportata al Sant’Anna e ricoverata.
I segni delle percosse. La lesione, secondo una prima valutazione medica sarebbe guaribile in venti giorni, ma gli inquirenti, che hanno affidato al medico legale Stefano Malaguti un approfondimento per chiarire come è stato inferto il colpo e stabilirne la pericolosità, hanno tratto dalle conclusioni del professionista ulteriori elementi utili per formulare l’accusa.
I danni limitati provocati dalla lama sarebbero in parte dovuti alla costituzione robusta della donna. L’uomo, ai carabinieri, ha ammesso che fra i due fosse in atto un diverbio.
Sul volto della trentenne sarebbero state riscontrate anche tumefazioni, probabilmente dovute alle percosse subite durante l’alterco. L’udienza dal gip dovrebbe svolgersi entro fine settimana.
La situazione familiare (i due bimbi in casa con i genitori in stato di ebbrezza e la violenza dello scontro tra marito e moglie) hanno indotto gli inquirenti a segnalare il caso al tribunale dei minorenni di Bologna. Nel corso delle indagini i piccoli sono stati affidati ad una parente della coppia, che vive a Ferrara. —
Gioele Caccia
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