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L’addio al giovane papà «Ha donato la vita a un’altra persona»

Beatrice Barberini
L’addio al giovane papà «Ha donato la vita a un’altra persona»

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RENO CENTESE. «Il cuore di Antonio non ha mai smesso di battere, continuerà a vivere nel petto di un’altra persona. Toti amava la vita e indirettamente ha fatto la cosa più bella che una persona possa fare: ha donato i propri organi».

Un messaggio carico d’amore e d’affetto, un ricordo indelebile, quello dedicato ieri dalla sorella Angelica, ad Antonio Scianguetta, il giovane papà deceduto all’età di 29 anni in un incidente il 31 luglio a Casadio, frazione di Argelato, mentre era in sella alla sua moto.

la commozione

Tanto dolore e tanta commozione ieri, nella chiesa di Reno Centese per l’ultimo saluto al giovane che, dopo sei giorni di coma all’ospedale Maggiore di Bologna, il 5 agosto scorso si è spento.

Davvero in tanti, ieri mattina non hanno voluto mancare alle esequie celebrate dal parroco don Marco Ceccarelli.

Nella chiesa di Sant’Anna e sul sagrato, tanti amici, compagni di scuola, colleghi di lavoro della Sagom Tubi di Cento. Tstimonianze d’affetto e di vicinanza al papà Angelo, alla mamma Paola, alla sorella Angelica, ad Alessia – mamma della piccola Aurora –, e alla compagna Sara.

«Quando accadono cose simili, viene da pensare che Dio non esista. Ma non è così, il Signore c’è, e ha progetti per lui. Non dobbiamo arrenderci: dobbiamo avere fiducia, memoria e fede. Quello che oggi non riuscite a fare con la fede, fatelo con la speranza. Questa, non sarà tutta la storia di Antonio, non finirà così».

antonio ci sarà

«Se esiste anche solo un modo per essere vicino a sua figlia o alla sua famiglia, Antonio ci sarà. Fate in modo che la storia di Antonio, che tutto ciò che lui amava e desiderava, proseguano. Tante persone sono qui oggi per dire contate su di noi».

Al termine delle esequie, le parole cariche di commozione e intrise di lacrime della sorella 18enne Angelica:

«Grazie a tutti voi che gli avete voluto bene. Tra me e Toti, dieci anni di differenza, è sempre stato il mio punto di riferimento. Lui mi ha sempre voluto un gran bene. È stato lui ad insistere con i miei genitori perché voleva una sorellina, e sono arrivata io. Passavamo tanto tempo insieme, eravamo complici, insieme in casa ne combinavamo sempre una. E ora non c’è più. Sarà difficile, tanto difficile».

Nella donazione dei suoi organi, una lieve consolazione: «I dottori ci hanno detto che il suo cuore è andato una persona che stava male. Il suo dono, ha salvato una persona che ne aveva urgente necessità, e ha aiutato persone in difficoltà. Anche se non sarà più fisicamente con noi, per noi lui vivrà per sempre». —

Beatrice Barberini

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