Rogo alla Chimiart Dimessi i proprietari Controlli sulle fogne e sul depuratore
L’anziano è voluto andare subito a vedere la sua casa Il figlio Hermes: «Non abbiamo più paura di nulla»
I coniugi Capiluppi, titolari dell’azienda Chimiart andata a fuoco domenca notte, sono stati dimessi dall’ospedale lunedì pomeriggio e lui, sorretto dai figli, è voluto andare in via Farini rimanendo a lungo davanti alla casa, alle aziende e agli uffici. Gli imprenditori sono salvi per miracolo ma della loro attività non resta più nulla.
«Staranno per qualche tempo dai figli - spiega il sindaco Fabrizio Toselli - poi si vedrà. Per fortuna la loro è una famiglia unita, riescono a farsi forza a vicenda ma è dura, molto dura». «Non ho più paura di niente», aveva detto il figlio Hermes guardando la sua autofficina, «Ho superato ostacoli enormi e adesso mi importa solo che tutti stiano bene». Ma intanto stringe i pugni e i suoi occhi sono lucidi.
Con ordinanza il sindaco ha dichiarato inagibili tutti gli immobili e la conta dei danni è enorme. Ancora ignote le cause del rogo.
danni ambientali
«Confermo che il rogo della Chimiart non ha generato problematiche ambientali», va avanti Toselli. «Le procedure messe in campo immediatamente dopo che i vigili del fuoco hanno domato le fiamme hanno scongiurato il peggio».
In seguito all’incendio alla Chimiart di via Farini 13, Arpae è stata attivata in pronta disponibilità alle 6 del 12 agosto. Il caposquadra di Arpae ha dato indicazione di chiamare l’Azienda Usl 5per le valutazioni igienico-sanitarie finalizzate alla tutela della salute e, contemporaneamente, i tecnici di Arpae sono intervenuti sul posto e hanno effettuato misure speditive anche in corrispondenza dei civici limitrofi. Non è stata rilevata la presenza di nessuna sostanza nell’aria in concentrazione superiore ai limiti.
Sono state inoltre eseguite dai tecnici di Arpae misure intorno allo stabilimento, in corrispondenza delle abitazioni e ad altezza uomo, con l’analizzatore portatile per i gas. Queste misure sono risultate tutte non significativamente diverse dal fondo naturale. La centralina di monitoraggio Arpae della qualità dell’aria di Cento, di via Parco del Reno, non ha mostrato variazioni di rilievo degli ossidi di azoto, parametro riconducibile anche alla combustione, e i valori orari riscontrati rientrano ampiamente all’interno dei limiti di legge.
L’Azienda Usl ha inviato sul posto personale per un sopralluogo.
le fogne
Se, per fortuna, l’aria è rimasta pulita, qualche preoccupazione in più destano invece la fogne attorno alla zona interessata dal rogo. A far alzare le antenne, lo scoppio violentissimo di tre tombini lungo la strada, anche a diverse centinaia di metri dai capannoni della Chimiart. È quindi evidente la presenza di sostanze nelle condutture. I tecnici sono dunque al lavoro per capire se ci possano essere problemi alle acque del depuratore. Hera sta anche tenendo monitorate le acque di spegnimento dell’incendio. Infine, il tetto del capannone contenente amianto risulterebbe sia stato incapsulato anni fa.
«Queste approfondite procedure e gli esiti emersi assolutamente ci tranquillizzano – riferisce il primo cittadino –. Desidero ringraziare, oltre nuovamente ai vigili del fuoco e alle forze dell’ordine, anche le Arpae, Ausl ed Hera per la tempestività con cui sono intervenute e ci hanno confermato che non ci sono pericoli per le persone e la qualità dell’aria è buona». —
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