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IL PROGETTO 

Un museo diffuso di Riva del Po Per unire storia e territorio

D.B.
Un museo diffuso di Riva del Po Per unire storia e territorio

I volontari del Gaf chiedono spazi fissi per oggetti e documenti raccolti negli anni «Archeologia, antichi mestieri e carte antiche si abbinerebbero al cicloturismo»

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GUARDA. Continuerà fino al 27 ottobre la mostra “Arti, mestieri e tradizioni delle Terre del Mulino”, in corso di svolgimento nella sede delle associazioni in via Repubblica 4 a Guarda. Sarà visitabile il sabato, la domenica e i festivi con orari 9-12 e 15.30-19 (oggi chiusa), con la proposta a settembre di visite guidate riservate ai Centri sociali ricreativi (Ancescao): per gruppi con più di 5 persone occorre prenotare, mentre le visite libere sono sempre possibili. Ad ogni gruppo partecipante sarà offerto un simpatico omaggio sulla storia del territorio ferrarese. Invece ad ottobre saranno accolti gli alunni delle Scuole primarie del Comune di Riva del Po e dei Comuni limitrofi. Anche in questo caso le visite libere del fine settimana non subiranno variazioni.

il progetto

Ma la vera novità riguarda l’ampio progetto pensato dagli organizzatori, in collaborazione con il Gaf (Gruppo archeologico ferrarese). L’idea è quella di creare un museo diffuso del nuovo Comune di Riva del Po, con uno spazio riservato all’archeologia a Ro, uno per gli antichi mestieri e la civiltà contadina appunto a Guarda e, magari, un terzo museo anche a Berra per coinvolgere così l’intera destra Po del nuovo ente.

«Il nostro territorio è molto esteso - spiega Liviano Polmonari, volontario del Gaf e curatore della mostra di Guarda -, in un’ottica di turismo lento pensiamo che un progetto di questo tipo possa essere d’interesse. Pensiamo ai percorsi di cicloturismo già presenti lungo il corso del Po, questi musei sarebbero l’abbinamento ideale».

il materiale

La necessità di più strutture deriva anche dal fatto che i materiali raccolti crescono a dismisura: «Quest’anno a Guarda c’è una sezione sulle antiche fornaci con laterizi di età romana trovati con le ricognizioni di superficie (autorizzate dalla Sovrintendenza) dai volontari del Gaf. In visione anche carte antiche (date dal Consorzio di Bonifica) e documenti storici sulle vicende del fiume Po e sugli antichi mestieri. Per molti di questi facciamo duplicati che diamo ai visitatori. Inoltre - aggiunge Palmonari -, abbiamo materiali di antiquariato trovati in tutto il territorio dell’Unione Terre e Fiumi dove possiamo agire. Ecco perché sarebbe necessario avere strutture fisse per realizzare musei e un centro di documentazione storica».

E l’amministrazione? «Si è dimostrata disponibile al dialogo e su questo tema abbiamo già parlato con il vicesindaco (Alberto Astolfi, ndr). Speriamo che questo si traduca in atti concreti per la valorizzazione storica e culturale di questo nuovo Comune».

E così, in attesa della nascita del museo diffuso, è ancora possibile vedere in mostra le civiltà contadine dal XVIII secolo in poi a Guarda, mentre a breve alla Sagra della miseria di Ro sarà nuovamente allestita una mostra dedicata allo sport ferrarese. —

D.B.

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