«I danni da maltempo? Troppi, il Consorzio da solo non ce la fa»
La Bonifica chiede la collaborazione di altri enti del territorio Monti: alcune criticità causate da vecchie reti e impianti
I danni che si moltiplicano ogni volta che passa un’ondata di maltempo «dimostrano la necessità di definire un programma di manutenzioni e rinnovamenti straordinari della rete irrigua esistente i cui costi però non possono gravare sul bilancio ordinario del Consorzio». Un ragionamento che si può estendere anche alla «rete di scolo e agli impianti di sollevamento».
L’affermazione è del direttore generale del Consorzio di Bonifica di Ferrara, Mauro Monti, dopo gli ultimi eventi meteo ad Argenta, Mesola e Consandolo, che hanno allungato la serie di emergenze «affrontate dal Consorzio – spiega l’organismo di tutela del territorio – che han messo a dura prova il sistema infrastrutturale affidato all’ente, in situazioni gestite però con efficacia dal personale che è intervenuto tempestivamente». Alcune criticità, sottolinea Monti, sono state provocate da eventi meteorologici eccezionali o da incidenti stradali, avvenimenti non prevedibili, ma altre sono riconducibili alla vetustà delle reti e degli impianti.
Fenomeni più intensi
«Negli ultimi anni – è la valutazione del Consorzio – non si è potuto contare su risorse finanziarie adeguate per prevederne la manutenzione straordinaria ed il rinnovamento o il potenziamento. Di conseguenza ci troviamo a dover far fronte a sempre più frequenti fenomeni di collasso e rotture puntuali». Per poter ottenere i fondi necessari ed eseguire i lavori prima che avvengano le emergenze, servirebbe una reale collaborazione «fra enti diversi oltre a un piano d’azione da definire».
Il Consorzio ha da tempo una lista sempre aggiornata di situazioni sulle quali intervenire e delle quali si occupa costantemente, aggiunge il presidente Franco Dalle Vacche, «purtroppo, nonostante i nostri sforzi, sono sempre più numerose le nuove voci che entrano nell’elenco, rispetto a quelle che escono perché risolte».
LE situazioni risolte
Nei giorni scorsi numerose sono state le segnalazioni di rotture e cedimenti a tubazioni ed argini. «Ad Argenta - illustra Monti - si è verificato il collasso di una condotta. Provvisoriamente è stato infilato un tronco di tubazione che dovrebbe consentire di mantenere il deflusso dell’acqua, stuccati gli interstizi fra i due tubi, posizionate due motopompe di supporto, ripristinate le quote piezometriche ma, per cautela, il sistema è stato momentaneamente tenuto non al massimo della potenzialità d’esercizio». A Mesola, prosegue, dopo il collasso di un argine del condotto irriguo, «è stata ricostruita la sponda in calcestruzzo e ripristinati i livelli idrici nel canale. Le aziende agricole interessate, hanno potuto comunque soddisfare le proprie esigenze dal vicino canale di scolo». Più a valle è stata rilevata la presenza di un secondo fontanazzo ma si tratta di una «filtrazione modesta». A Consandolo è stata ripristinata una breccia arginale sulla Sabbiosola facendo scaricare l’acqua in un canale di scolo evitando allagamenti». —
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