Presenze in crescita ma mordi e fuggi Estate a due velocità per gli agriturismi
Pedroni (Agriturist): «Il settore è ostaggio del clima Il meteo bizzarro favorisce le prenotazioni last minute»
Duecentoquarantacinquemila i turisti nel 2018 a Ferrara e 1,8 le notti di permanenza media; le presenze risultano in costante aumento, ma il periodo di permanenza è in contrazione da anni. Un discorso a parte merita la ricezione agrituristica. Luci e ombre in questo 2019, a parlarne è Paola Pedroni, Presidente provinciale di Agriturist Ferrara, l’associazione per gli agriturismi di Confagricoltura, proprietaria dell’agriturismo Lama di Valle Rosa a San Martino.
Agriturist
«L’affluenza di turisti in questo 2019, che ha risentito di un maggio freddo, è stata poi facilitata dall’arrivo del grande caldo e si sa, l’agriturismo è sinonimo di vita all’aria aperta. Bene le strutture agrituristiche a ridosso del mare e quelle dotate di piscine, anche se questo non verrà ricordato come un anno particolarmente brillante, anche a causa del maltempo che sovente, e in maniera sempre più violenta, si è abbattuto sul nostro territorio. Siamo sempre di più ostaggio, e temo ci dovremo abituare, della variabilità del clima e dei fenomeni sempre più estremi. Tutto ciò aumenta la tendenza a prenotazioni last minute e si ripercuote in un maggior impegno, sia per quanto riguarda l’organizzazione delle strutture (la cucina in particolare), sia per la gestione del personale. Sono sempre maggiori le aspettative dei clienti, una location seppur caratteristica non può prescindere oggi dall’offrire tutti i comfort ai quali ormai siamo abituati.
La qualità
«Agriturist Ferrara associa strutture ricettive di ottima qualità – prosegue Paola Pedroni – che offrono servizi di accoglienza perfettamente rispondenti alle necessità di un mercato sempre più esigente. È importante sottolineare il valore di un settore che grazie alla passione e alla caparbietà di chi li gestisce, ha fatto sì che non andasse perduto un immenso capitale rappresentato dall’architettura, paesaggio e tradizioni del nostro mondo rurale, permettendo anche la tenuta dell’occupazione nelle campagne. Sono convinta che Ferrara abbia ancora grandi potenzialità di crescita turistica. Fondamentali le Mostre a Palazzo dei Diamanti, la nostra storia, il buon cibo, che nell’insieme fanno della città un vero salotto a cielo aperto a cui si aggiunge la vicinanza al mare e ai nostri lidi, a Bologna, Ravenna, Venezia. Se è sufficiente? Non basta, si può fare molto di più per intercettare il turismo di passaggio, ad esempio sviluppando una intelligente rete di collegamenti, in particolare ciò per cui Ferrara, città della bicicletta, è conosciuta; percorsi cicloturistici strutturati, curati, mantenuti e serviti, verso i luoghi di maggiore interesse artistico e paesaggistico; reali vie di comunicazioni per il turismo lento, in costante ascesa. E poi bisogna sfruttare la vicinanza con il grande fiume, come fanno tutte le principali città europee. Durante il periodo estivo, nei nostri agriturismi si registra una buona affluenza di turisti Nord Europei, soprattutto dal Belgio, Olanda, Germania, Lussemburgo, Danimarca, mentre in inverno sono i vacanzieri italiani a preferire il soggiorno nelle nostre strutture. Sono cambiati gli stili di vita, le case si sono ristrette, le dinamiche familiari modificate e il tempo a disposizione per ricevere ospiti si è ridotto». —
Andrea Tebaldi
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