Si rompono il treno e il cavo della linea Caos alla stazione, odissea per i viaggiatori
Gravi ritardi e dieci treni soppressi, pullman sostitutivi per raggiungere Bologna e Padova. Le proteste della gente
Chissà se vorranno mai tornare a Ferrara i passeggeri del treno diretto a Venezia che ieri ha interrotto inaspettatamente la corsa in una città non prevista nel tragitto e funestato rientri e partenze di tanti viaggiatori.
Tutto è cominciato alle 11. 51 quando il treno Freccirossa, che alle 12. 35 sarebbe dovuto arrivare a Venezia Santa Lucia e che a Ferrara non avrebbe dovuto nemmeno fare tappa, si è fermato al binario quattro, di fatto bloccandolo per alcune ore: «ci sono stati dei problemi alla linea elettrica – ha riferito Mirko Perelli (Polfer) – si è rotto un cavo della linea aerea all’altezza del Declathon ed è venuta così a mancare l’elettricità, ma per fortuna il treno è riuscito ad arrivare fino in stazione per inerzia».
Odissea passeggeri
Tutti i passeggeri a quel punto sono stati fatti scendere e per loro sono state predisposte otto navette, “ma solo per loro” faceva notare qualche viaggiatore vittima dei ritardi che intanto l’incidente faceva accumulare a tutti gli altri treni della linea Bologna-Venezia. Così mentre i passeggeri del Frecciarossa correvano in direzione degli autobus sperando di riuscire a raggiungere Venezia, in tempo per salire sulla nave da crociera «che di certo non ci aspetta», Milo lamentava la preclusione del servizio a chi come lui, per esempio, doveva raggiungere Padova, ma su di un Regionale: «se non si è passeggeri del Frecciarossa ci sia “attacca” – protestava – ma che logica è? Non ci stanno con la testa e poi mandano via gli autobus mezzi vuoti ».
In effetti col passare delle ore le navette sono state prese sempre meno d’assalto, qualche treno ha ripreso a circolare sulla linea non danneggiata, tanto che chi già si preparava a salire o era già a bordo di un autobus per Bologna, alla notizia dell’arrivo di un treno per la medesima destinazione, ha ripescato i propri bagagli dal vano della navetta e cominciato a correre in direzione del binario, sperando forse in un viaggio più celere.
E due autobus sono stati messi a disposizione anche “per gli ultimi” è stata la constatazione di Milo che, con un paio d’ore di ritardo, è alla fine riuscito a partire alla volta di Padova. Intanto per tutto il pomeriggio i tabelloni di orari e partenze hanno lampeggiato ritardi su ritardi, mentre la voce dell’altoparlante ricordava che «da e per Bologna e Padova i treni potranno subire ritardi fino a cento minuti».
Ritardi e soppressioni Tanti ieri in stazione stavano con il naso all’insù e la mano sulla fronte a monitorare l’accumulo di minuti di ritardo e a constatare perdite di coincidenze, tanti ferraresi ma anche tanti stranieri, quanti non se ne erano mai visti, c’era poi chi, come Yuri e Amina, dopo le vacanze ai Lidi, dovevano prendere il treno delle 13.13 per Bologna e da lì tornare a casa verso Modena: «ci hanno detto di prendere il treno delle 14. 13, ma sono le 14. 30 e all’orizzonte non si vede nulla, quindi… che sfortuna”». Di certo un pomeriggio che ha raccolto malumori e visto, fino alle 19, la soppressione di dieci treni regionali, ma gestito e coordinato prontamente da Polfer e Ferrovie: «in queste situazioni dovrebbero esserci più assistenza e più indicazioni”, lamentava però qualcuno ancora arrabbiato. —
Giovanna Corrieri
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