«Le regole su due ruote sono poche ma chiare: manutenzione mezzo e protezioni del corpo»
Parla l’istruttore federale che tiene lezioni a Ferrara e San Giuseppe Marchioni: sono fondamentali l’airbag e i corsi di guida sicura in pista
l’emergenza
Tantissimi, fortunatamente non tutti gravi, gli incidenti auto-moto da quando è arrivata la bella stagione. Chi viaggia su due ruote è a conoscenza dei rischi, spesso derivati dagli altri mezzi che si trovano sulla strada e si sa che in questo caso di incidenti ad avere la peggio sono sempre i motociclisti.
Ormai da diversi anni a questa parte il Circuito di Pomposa organizza corsi di guida sicura per gli amanti delle due ruote (non solo moto, anche scooteroni), imitati in città dal negozio specializzato Motoland, che a partire dal prossimo settembre riprenderà con i corsi teorici di tecniche di guida rigorosamente gratuiti. Entrambe le attività sono da anni affidate a Paolo Marchioni, pilota bolognese di 43 anni, con un passato di corsa, membro del Motoclub della Futa e istruttore della Federazione.
protezioni al 1º posto
«Per il Codice della strada è sufficiente avere un casco per essere in regola con le norme. È un po’ come la cintura di sicurezza per chi va in auto, ma per chi va in moto sono esposte tante altre parti del corpo, per questo le protezioni sono fondamentali», ci spiega proprio Marchioni.
In tal senso, sul mercato sono disponibili gli air bag dei motociclisti, già utilizzati dai piloti durante le corse. Costano circa 500 euro e proteggono testa, collo, schiena, torace, anche e bacino. «In modo meccanico o dalla centralina della moto, in caso di sbalzo si apre un vero e proprio salvagente, fondamentale se si finisce contro parti dure o contro il guardrail, le cui conseguenze sono gravissime. Se un pilota di MotoGp cade e si rialza perché non posso farlo anche io? Il problema è che molti risparmiano, dimenticando che la moto a differenza delle auto cade e la terra non è piatta, bensì piena di spigoli...».
il corso
La guida sicura si fa in pista, il modo ritenuto ideale per avere la giusta esperienza e anticipare quello che può accadere in strada. «In pista si possono ricreare le stesse situazioni, non a caso tutti al corso sbagliano l’esercizio della frenata con scarto dell’ostacolo, un birillo. E ai partecipanti dico sempre “Ed è solo un birillo, non un’auto”. Una volta in strada vanno più piano».
Solo che sono in pochi a partecipare ai corsi, anche se le presenze aumentano e in quelli a cadenza mensile (anche due al mese a volte) al Circuito di Pomposa partecipano ogni volta 20 persone.
le regole fisse
«Non sono tante - dice Marchioni -, partendo dal fatto che nelle nuove moto il fanale si accende automaticamente. Regola 1 la manutenzione del mezzo, in primis le gomme, sgonfie sono un pericolo. Regola 2 avere abbigliamento protettivo al completo. Regola 3 aver effettuato un corso, non quello per la patente, per imparare ad usare tutti gli strumenti, nell’ordine cervello, freno anteriore, freno posteriore e freno motore; perché tutti sanno usare il gas, meno i freni. Ultima regola tenere in equilibrio l’assetto uomo-moto-ambiente e solo l’uomo è modificabile, per cui sta noi a dover tenere in equilibrio il tutto».
Altra situazione tipica della bella stagione sono le gite in gruppo: «Nel nostro club usciamo massimo in 5-6 mezzi anche se siamo di più. Ci diamo una meta e un orario di arrivo, poi seguiamo percorsi diversi perché in gruppi grossi aumentano i rischi». —
D.B.
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