Metalmeccanico poeta in evidenza nei concorsi
COPPARO. Io un poeta? Non lo so. Quello a cui tendo è dare sensazioni alle persone che leggono quello che scrivo per esprimere le mie sensazioni». Complicato, ma affascinante. Chiamiamole pure sensazioni. Manrico Fiorini, copparese, da pochi giorni non più metalmeccanico, infatti ha tagliato la fatidica quota 100 e si gode la pensione in famiglia. Autore di varie raccolte di poesia, da qualche tempo si è lanciato con successo nel mondo dei concorsi poetici. E sempre con testi non banali, sovente legati a situazioni difficili, persino alla Shoah.
«A voler essere precisi, i miei componimenti non sono poesie, bensì liriche. Cerco di dare emozioni e sensazioni, ma non voglio essere ingabbiato dalla metrica, o condizionato dalla lunghezza di un verso che mi sembra importante. Diciamo che il mio lavoro è una lirica poetica legata al momento, all'immagine. Anche a drammi del passato- uno dei miei lavori, “Speranze uccise”, è riferito ad Auschwitz, un componimento inedito che ha ottenuto la menzione onorevole, il sesto posto, alla Giornata mondiale della poesia a Roma, nell’ambito del Premio internazionale “Dedicato a”. Sono arrivato in finale al concorso Federiciano con “Sognando un Passato” a fine luglio. E, sempre con “Speranze uccise”, menzione d’onore al concorso di Rocca Imperiale, a Caserta».
Per definire il lavoro di Fiorini si tratta di sensazioni, immagini, apparentemente sconnesse, ma collegate in un flusso di coscienza ben orchestrato che propone una serie di fotogrammi che, insieme, diventano un film profondamente coinvolgente. «È una grande soddisfazione entrare in finale o ricevere menzioni in questi concorsi, anche perché si tratta di riconoscimenti che vengono da giurie di tecnici, editori e poeti». —
A.B.
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