«Sempre più a cavallo» Il business dell’equitazione
In provincia di Ferrara sono una quindicina i centri tra maneggi e galoppatoi Una disciplina che sta diventando economicamente accessibile per tutti
Con la bella stagione e i periodi di vacanza va di pari passo l’aumento delle proposte turistiche messe in campo da centri estivi, agriturismi, maneggi attrezzati. Anche Ferrara come del resto l’intera regione offre sul proprio territorio strutture connesse al maneggio e alla pratica equestre che in questi anni hanno saputo allargare la fascia dei possibili fruitori ed è diventata una sorta di importante integrazione al reddito per le aziende turistiche o agricole. Infatti, mentre in passato l’equitazione era destinata esclusivamente a persone benestanti, con il passare del tempo questo hobby si è diffuso in tutti gli strati sociali.
Disciplina accessibile
Il successo dell’equitazione è dovuto anche alla consapevolezza diffusa che l’equitazione è uno sport alla portata di tutti dal punto di vista fisico e anche economico. Anzi, sotto quest’aspetto, andare a cavallo è uno degli sport meno cari. In genere una lezione con tanto di maestro non supera mai i 15 euro. Un buon equipaggiamento in grado di resistere per anni, non raggiunge i 500 euro.
A differenza di altri sport, non richiede una dedizione assoluta e neanche un’innata predisposizione atletica. L’equitazione, insomma, è diventato un modo diffuso di passare giornate piacevoli con costi contenuti. Ecco spiegato quindi il fiorire di centri ippici in cui il divertimento e lo svago si sposa con un agonismo meno competitivo. Solo in provincia di Ferrara se ne contano circa 15 tra maneggi, centri equestri, galoppatoi o agriturismi certificati che offrono prodotti differenziati in virtù della collocazione territoriale e che in questo periodo vacanziero hanno creato pacchetti turistici comprendendo passeggiate a cavallo diversificate per portafogli.
A Bondeno sta proseguendo ormai da tre anni presso “La Prospera Centro Equestre”, per merito di un imprenditore locale, Andrea Bellodi, un primo progetto pilota, in provincia di Ferrara, con la collaborazione dell’Università di Bologna, dipartimento di veterinaria, in grado di ridefinire i parametri del benessere ambientale in scuderia, azione ormai indispensabile ed eticamente dovuta.
«In media i cavalli sportivi, impegnati in qualsivoglia disciplina – ci spiega Bellodi – lavorano circa un’ora al giorno; le rimanenti 23 ore le trascorrono in scuderia, oltre al lavoro col cavaliere in sella, i cavalli possono fare movimentazione meccanica o lavorare alla corda; i più fortunati dispongono dello svago in paddock per qualche ora. Va da sé che ogni attività che riguarda i cavalli è per la maggioranza quantitativamente marginale nell’economia complessiva del tempo delle loro giornate. Per questa ragione è fondamentale valutare e gestire al meglio la qualità della loro vita quotidiana: per molti soggetti la maggior parte delle ore vengono trascorse in box: è dunque essenziale valutare come sta il cavallo tutto il giorno, come trascorre le sue giornate in quella che dovrebbe essere la sua casa, e quindi scegliere la soluzione migliore per preservare il benessere del cavallo in chiave etologica».
Lauro Casoni
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