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Asine da latte, c’è il mercato degli alimenti anti–allergie

Lauro Casoni
Asine da latte, c’è il mercato degli alimenti anti–allergie

Il prodotto liofilizzato è molto simile a quello materno e non provoca intolleranze A Zerbinate un allevamento sta costruendo una filiera tutta italiana e tracciabile

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Anche Ferrara sta riscoprendo negli ultimi anni una ulteriore forma di aiuto al reddito nel settore agricolo con la ripresa dell’allevamento degli asini ed in particolar modo delle asine da latte. Salvati da qualità nutrizionali del latte, proprietà cosmetiche e amore dei più piccoli, il loro numero è praticamente quintuplicato in Italia. In netta controtendenza rispetto all’andamento degli altri animali della fattoria, il numero di asini è praticamente quintuplicato dove si contano ben 62mila quadrupedi dalle grandi orecchie, quasi 700 in provincia di Ferrara (erano 268 nel 2015).

nuovo millennio

Negli anni ’50 erano presenti in Italia quasi un milione di asini, ma la loro consistenza nel tempo si è decimata ed è solo a partire dal 2000 che, sostiene Coldiretti, è iniziata una rapida risalita che ha salvato dall’estinzione molte razze locali. La salvaguardia delle razze asinine è dovuta al reinserimento dell’asino in programmi di nuove utilizzazioni di interesse sociale ed economico, come l’onoterapia (la cura dei problemi psicologici con il contatto animale), l’onoturismo (escursioni a dorso d’asino) o anche per la produzioni di specialità alimentari come biscotti o gelati o cosmetici, ma non c’è dubbio che la spinta maggiore allo sviluppo degli allevamenti è venuta dal fatto che in Italia – sottolinea la Coldiretti – nascono ogni anno circa 15. 000 bambini con allergie gastrointestinali dovute a intolleranza al normale latte di mucca e, per quelli che non possono essere allattati al seno, il latte d’asina, che ha caratteristiche simili a quello materno, rappresenta una valida alternativa.

A Zerbinate di Bondeno opera “Asino del Po”, un allevamento asinino nato nel 1995 e oggi composto da una quindicina di fattrici prevalentemente di razza romagnola, condotto da Roberto Nicoli coadiuvato dalla moglie Roberta Prandelli. La passione per questi animali è volta a scongiurare il rischio di estinzione che questa specie corre da anni. «Per consentire un miglior benessere animale - spiega Nicoli - è stato da poco costruito un sistema di contenimento che, attraverso apposite recinzioni, permette agli animali di muoversi liberamente in uno spazio molto ampio e di dare vita ad un allevamento allo stato semi-brado».

spinta ferrarese

Con la chiusura, a fine 2011, del Centro di Incremento Ippico di Ferrara, la Regione ha indetto un’asta per collocare gli animali ai migliori allevatori offerenti. Asino del Po si è aggiudicato Zorro, splendido e maestoso asino di pura razza romagnola, che ha dato un’impronta genetica rilevante all’allevamento. «La produzione di latte - aggiunge l’allevatore - è soggetta a continue prove sul miglioramento produttivo e qualitativo, sempre in considerazione delle esigenze biologiche della specie. La mia ambizione è di arrivare a produrre, trasformare e commercializzare un latte liofilizzato, di filiera ad alta tracciabilità e tutto italiano in brevissimo tempo».

I prezzi del latte di capra in polvere per lattanti proveniente in modo particolare dal mercato tedesco e francese supera oggi i 30 euro al chilo. —

Lauro Casoni

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