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I Dem ferraresi stanno con Zingaretti Tomasi (Lega): uno stop da dare prima

Giovanna Corrieri
I Dem ferraresi stanno con Zingaretti Tomasi (Lega): uno stop da dare prima

Calvano e Maisto per un’alleanza di legislatura col M5s, prudente Baraldi. Marattin: priorità Iva. Dubbi Mantovani (5s)

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Se tutto dipendesse dal consigliere Tommaso Mantovani (M5s), il «grillino della prima ora» al quale le alleanze hanno sempre «fatto storcere il naso», il nostro paese avrebbe un «governo monocolore con Luigi Di Maio presidente del consiglio... ma è uno scenario che escludo». Cominciano a riflettere sul possibile esito delle consultazioni, avviate dopo le dimissioni del premier Conte, grillini e dem ferraresi che, più o meno favorevoli, vedono nell’alleanza Pd/M5s la strada più probabile per la soluzione di questa crisi.

scenari e auspici

«Gli scenari possibili sono tre - ragiona Mantovani - C’è quello di un governo a termine utile ad evitare l’aumento dell’Iva, e io ci vorrei anche il taglio dei parlamentari e l’acqua pubblica, visto che c’è un decreto pronto ma non ancora varato; si potrebbe poi andare al più presto al voto, ma c’è anche il tentativo di un altro contratto con il Pd, e dai rumors credo sia la cosa più probabile che possa avvenire anche se le alleanze mi hanno sempre fatto storcere il naso e a livello locale infatti ho sempre cercato di mantenere una certa “terzietà”».

In perfetta sintonia con la linea Zingaretti è il coordinatore del Pd ferrarese Massimo Maisto che, poco prima di conoscere l’esito della Direzione nazionale, sperava proprio in un «voto all’unanimità da parte della Direzione per un’ipotesi di governo forte e duraturo. Un governo di legislatura su argomenti forti e condivisi con il M5s, come svolta ambientale e sostegno al reddito e al lavoro, mi vedrebbe favorevole. Sarebbe invece un errore - continua - un governo di pochi mesi finalizzato solo ad evitare l’aumento dell’Iva; in questo caso meglio il voto».

prudenza dem

Dal gruppo consigliare comunale Ilaria Baraldi suggerisce invece «prudenza», perché «è complicato pensare di poter governare con chi ha definito il Pd il partito di Bibbiano. Se fossi nei panni del segretario cercherei prima di capire l’identità del Pd e di tornare a parlare al nostro elettorato e a quello che, deluso, ci ha abbandonato. Poi - aggiunge - una eventuale nuova maggioranza è fattibile e, cosa che Salvini non ricorda mai, prevista dalla Costituzione, non è quindi sovversiva; ma non deve essere comunque una soluzione governativa di breve termine».

Soddisfatto della linea Zingaretti è il segretario regionale dem, Paolo Calvano: «Bene che si vada a verificare l’esistenza di una maggioranza larga per mettere in campo un governo di svolta, e bene che attorno alla relazione del segretario, come ci chiedevano gli elettori, ci sia tutto il partito».

Che comprende anche il parlamentare Luigi Marattin, storicamente tra i più critici nei confronti dei 5stelle: «Quello che dice Zingaretti va bene, la mia priorità è evitare l’aumento dell’Iva perché non affronto a cuor leggero che gli errori della politica li paghi la gente che va a fare la spesa».

leghisti senza subbi

Nell’insolito silenzio social sul fronte leghista ferrarese spicca il significativo post del vicesindaco Nicola Lodi, che ha ripubblicato una sua foto assieme a Salvini, «sempre con te» la seplice didascalia. La deputata Maura Tomasi ha dovuto interrompere le vacanze solo per sentirsi comunicare, in aula, le dimissioni di Conte: «Umanamente sono delusa per com’è finita questa esperienza di governo, ma era inevitabile, anzi la rottura andava fatta anche prima. Sono mesi ormai che con i 5stelle non si riesce a lavorare. Non parlo della mia commissione, il Bilancio, ma su infrastrutture o giustizia non c’era modo di dialogare». —

Giovanna Corrieri

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