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Dai vivaio di famiglia alle bici «Così ho seguito la mia passione»

Dai vivaio di famiglia alle bici «Così ho seguito la mia passione»

A Bondeno l’avventura imprenditoriale di Enrico Zaniboni Il Comune. «Un’occasione per investire in mobilità sostenibile» 

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la storia

Si chiama “Good Bike”, ma il suo negozio si potrebbe tranquillamente chiamare “Il paradiso delle bici”, visti l’amore e la passione per le due ruote, coltivati in un angolo tra viale Borgatti e via Pisacane. Il titolare, Enrico Zaniboni, ha deciso di realizzare qui, il suo sogno, dove c’erano serre e vivai.

IL PRIMO LAVORO

A 16 anni Enrico ha iniziato a lavorare nell’impresa dei suoi genitori: un negozio di fiori, dove si coltivava nel vivaio ogni genere di pianta, persino bonsai. Poi, nel 2006, la decisione dei genitori di godersi la meritata pensione e per Enrico Zaniboni si è aperta una nuova prospettiva: un negozio di bici, dando seguito a una passione avuta fin da bambino.

«Gestire un negozio di fiori voleva dire trovare un socio, disposto a lavorare sette giorni su sette, e non è stato possibile continuare l’attività dei miei genitori. La mia passione per le bici – spiega Zaniboni – nasce nel 1993 e nel 2007 mi ha spinto ad aprire questa attività. All’epoca, al centro commerciale I Salici, insieme ad un amico che poi ha deciso di lasciare. Sono rimasto lì fino al 2010, quando la decisione è stata di dare nuova vita a quello che era negozio di fiori», ammette.

Ora la vecchia serra «è un magazzino. In questi anni c’è stato un boom per la passione del “muoversi in bicicletta”, ma Bondeno non ha risposto come altri territori: qui anche per brevi spostamenti si sceglie l’auto».

MOBILITÀ SOSTENIBILE

Nonostante, timidamente, si stia facendo strada una cultura della mobilità sostenibile. E su questo punto intende investire anche il Comune, consapevole del valore del passaggio di alcune tra le più belle ciclabili del territorio: la Destra Po, la Vento (Venezia-Torino) e la ciclabile del Burana.

«Nell’attività di Zaniboni – dice il sindaco Fabio Bergamini – ho avuto il piacere di scoprire molte delle tendenze del “consumatore” finale di questo prodotto, che cerca di spostarsi senza auto. Abbiamo progetti al riguardo, anche per il bike sharing, che bene si lega a un turismo lento e di giornata».

Come viene vissuto quest’ultimo fenomeno, lo sa bene Zaniboni: «Abbiamo tenuto in negozio, fino al 2011, molti tipi di bici, come mountain bike e biciclette da corsa, che ora vendiamo su ordinazione. E procediamo anche a riparazioni e adattamento delle bici».

Un esempio? Un cliente ha chiesto di recente di adattare all’uso quotidiano una bici da corsa, non più adatta: si è proceduto alla sostituzione di alcune componenti, mantenendo però il telaio “storico”. Ora, quel cliente usa la bici quotidianamente. Anche questo è amore per le bici. —

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