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il lutto 

Addio all’ingegnere che costruiva gli ospedali

Addio all’ingegnere che costruiva gli ospedali

È morto a 81 anni Angelo Bortolazzi. Suoi il nuovo Sant’Anna di Como e il nosocomio militare di Algeri

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È stato uno dei più importanti progettisti di opere pubbliche, tra ospedali, scuole e residenze per anziani. Il suo studio è stato per molti anni la scuola di tanti giovani ferraresi poi diventati ingegneri, periti e architetti riconosciuti a livello provinciale e nazionale.

Lunga carriera

L’ingegner Angelo Bortolazzi è morto il 20 agosto all’età di 81 anni, dopo una lunga carriera professionale a cui si è dedicato con passione e impegno fino agli ultimi anni.

Nato nel 1938 a Bondeno, Bortolazzi si era laureato nel 1966 all’Università degli Studi di Bologna e dal 1968 è stato ininterrottamente iscritto all’Ordine degli Ingegneri di Ferrara. Con il suo Studio ha lavorato in tutta Italia, in particolare in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Marche e Toscana per enti pubblici e clienti privati.

Maxi progetti

Tra le opere pubbliche più importanti figura il nuovo ospedale Sant’Anna di Como, progettato interamente a Ferrara insieme all’architetto Sergio Cariani, suo socio per molti anni nello studio Bortolazzi-Cariani. La struttura sanitaria venne portata a termine in cinque anni tra il 2006 e il 2010, quando si trasferirono i medici nelle sale operatorie. Un maxi intervento da oltre 200 milioni di euro ancora oggi indicato come esempio di buona pianificazione ed esecuzione, a cui sono seguite altre opere di respiro nazionale e internazionale, come l’ospedale di Lodi e l’ospedale militare di Algeri, il più importante di tutta l’Algeria. Suoi anche, sempre in società con Cariani, anche gli ospedali di Rovigo, Trecenta, Portogruaro, Jesolo, San Donà di Piave.

Studio-scuola

La razionalità e la logica sono state le sue guide professionali, ma nella vita Bortolazzi sapeva essere anche molto generoso, soprattutto nei confronti dei suoi allievi di studio ai quali ha trasmesso il rispetto per il lavoro, da condurre sempre al meglio dei mezzi tecnici ed economici a disposizione.

Impegno costante

Fino agli anni 2013-2014 ha continuato a lavorare a pieno ritmo, poi la sua attività è andata via via scemando, pur continuando a interessarsi della progettazione di ospedali e in genere di sanità, soprattutto nei paesi del nord Africa. Vedovo, lascia una figlia, un nipote e una sorella. —

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