Annata tragica per le campagne Perdite fino al 90% per il maltempo
Il presidente Vertuani: «Situazione disastrosa per la frutta Danni notevoli anche per orticole, barbabietole e cereali
Arriva dalle campagne il grido di allarme e rischia di essere un definitivo de profundis per l’agricoltura ferrarese. E arriva in un periodo della raccolta che ormai non ha più nulla da inventare e dove i numeri disastrosi della peggior campagna agricola sono sotto gli occhi di tutti, non solo agricoltori, ma anche di commercianti, strutture e cooperative di raccolta e commercializzazione, istituzioni e partner economici che nell’agricoltura hanno trovato il proprio settore di business.
«Nelle nostre campagne la situazione è disastrosa e quest’annata sarà ricordata, in particolare per la frutticoltura, come la peggiore di sempre», sottolinea il Presidente di Confagricoltura Ferrara Gianluca Vertuani.
Caduta di frutticini
«Gli sbalzi termici che hanno interessato l’intero territorio ferrarese la scorsa primavera, hanno arrecato una eccezionale caduta di frutticini, determinando una perdita di produzione variabile tra il 30 e il 90%; notevoli i danni anche per le orticole, bietole e cereali, riso compreso. Poi avversità atmosferiche sempre più estreme si sono susseguite, colpendo molte zone del nostro territorio; i danni da cimice, vero e proprio flagello la cui presenza è divenuta endemica. A peggiorare il quadro è sopraggiunta la maculatura bruna, per il secondo anno consecutivo in grado di compromettere la produzione di alcune varietà tipiche del nostro areale – tra cui Decana, Conference, Kaiser e soprattutto la regina delle pere, l’Abate Fetel che non è più possibile proteggere da tale fitopatia a seguito della messa al bando da parte dell’Unione Europea dell’unico agrofarmaco in grado di contrastarla: il Tmtd e recepita dall’Emilia Romagna già nel 2018.
Queste aziende quest’anno non faranno reddito e necessitano di sostegni che Confagricoltura ha provveduto con insistenza a richiedere alle istituzioni. Un aiuto in questo senso può arrivare anche dalle compagnie assicurative, sostiene Vertuani, «ed è per questo chiedo ché si faccia il possibile per rimborsare in tempi brevi i danni provocati dagli eventi climatici, alle aziende che hanno provveduto a stipulare apposite polizze a copertura di tali eventi».
Problemi di liquidità
Sono molte le aziende che hanno grossi problemi di liquidità e che rischiano di non riuscire a onorare i propri impegni con fornitori e dipendenti. «Questa situazione rischia di far chiudere tantissime aziende, con conseguenti cospicue perdite di posti di lavoro, ecco perché quello che stiamo vivendo non deve essere considerato un problema solo degli agricoltori – spiega il Presidente di Confagricoltura Ferrara – bensì dell’intera comunità, perché rischia di diventare una piaga sociale».
Il disastro produttivo frutticolo rischia di trascinarsi dietro, come mai prima, anche il comparto pere proprio nel “quadrilatero d’oro” della pericoltura italiana (le province di Ferrara, Modena, Bologna e Ravenna), dove si raccoglie circa il 73% della produzione nazionale, che significa un giro d’affari annuo di 440 milioni di euro.
Bilancio negativo
Il comparto frutticolo incide per il 15,5% sul valore complessivo della produzione agricola emiliano-romagnola, che nel 2018 ha superato i 4,65 miliardi. E già l’anno scorso il settore ha chiuso con un bilancio negativo: – 8. 8%; ora Confagricoltura insiste chiedendo risposte immediate a sostegno delle aziende, in quanto «non abbiamo gli stessi tempi della politica impegnata in questi giorni a darsi una nuova guida e ci sottrae i punti di riferimento istituzionali chiamati ad ascoltarci».—
Lauro Casoni
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