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Dispersione d’acqua Il Cadf: i nostri dati sono nella norma

Dispersione d’acqua Il Cadf: i nostri dati sono nella norma

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I dati sulla dispersione idrica contenuti nel report di Cittadinanza attiva, e che nell’anno 2017 registrano su Ferrara perdite d’acqua che sfiorano il 40% non fotografano secondo il Cadf (Ciclo Integrato Acquedotto Depurazione Fognatura) la situazione reale. «L’uso del dato percentuale per confrontare l’efficienza di territori o gestioni diverse è atecnico e fuorviante», poiché «al dato percentuale delle perdite di rete si arriva per differenza tra il volume totale dell’acqua immessa in rete e quello fornito al domicilio dell’utenza, e tale dato non corrisponde assolutamente a una perdita fisica di acqua nell’ambiante».

Secondo l’indicatore di performance M1 che verifica le perdite idriche, ribatte la società. «Cadf si posizionava in classe A, la migliore, per le perdite su chilometri di condotta (8,03 metri cubi) e in classe C per le perdite percentuali sui volumi immessi», appunto il 36,8%.

Ma questo dato percentuale, spiega il direttore generale di Cadf, Silvio Stricchi, va “filtrato” con l’indicatore Ili, un metodo scientifico per valutare le perdite di rete messo a punto dall’International Water Association. «In tale metodo - prosegue Stricchi - vengono innanzitutto distinte e classificate le perdite che si dividono in perdite apparenti e perdite reali. La cosa che molti cittadini non sanno è che la perdita apparente non è acqua dispersa nell’ambiente per guasti alle condotte, ma semplicemente una perdita economica, ovvero acqua che viene messa in rete, ma che per specifici motivi non può essere fatturata (ad esempio consumi non autorizzati, errori di misura dei contatori o altro). Le perdite reali sono le vere dispersioni».

Lo stesso indicatore Ili, viene poi sottolineato, «afferma che in un sistema idrico la perdita zero è impossibile da raggiungere». Ricalcolando dunque la performance di Cadf secondo questo criterio, alla percentuale del 36,8%, conclude Stricchi, «va sottratto il 5% di perdite apparenti e l’8% di perdite inevitabili, scendendo al 23,8%. Secondo Arera (l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) per rientrare nella classe A occorre non superare il limite del 25%. —

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