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Una minaccia nei campi 

Coldiretti alla Regione «Ora un incontro sulla cimice asiatica»

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«Con una perdita di prodotto che va dal 40 al 100% in tutta la regione e un danno sulla produzione nazionale che ha raggiunto i 250 milioni di euro, il flagello della cimice asiatica si è trasformato in una vera e propria emergenza ed è necessario organizzare al più presto un incontro con i vertici della Regione per attivare immediatamente una serie di soluzioni per far fronte a una situazione ormai insostenibile». È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna nel denunciare come l’impatto della cimice asiatica sulle colture della nostra regione abbia abbondantemente superato i livelli di guardia. La “cimice marmorata asiatica” – ricorda l’associazione – è arrivata dalla Cina ed è particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all’anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto.

«L’incontro con i vertici della Regione è indispensabile – sottolinea Floriano Tassinari, presidente di Coldiretti Ferrara – è indispensabile anche per affrontare i costi per danni da maltempo». Per fermare la strage dei raccolti rovinati dalla cimice asiatica che con il caldo si sta moltiplicando nelle campagne e in città – afferma Coldiretti – per ora è possibile solo utilizzare protezioni fisiche come le reti a difesa delle colture.

«La gravità della situazione impone che assieme alla Regione si riescano al più presto a individuare interventi finanziari e agevolativi attraverso convenzioni con le banche, l’intervento dei Consorzi Fidi, la sospensione di mutui, pagamenti, tasse, contributi per compensare e non appesantire il bilancio delle aziende». —

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