La Nuova Ferrara

Ferrara

I precedenti  

Dal caso Gentilini ai dissuasori anti-clochard

1 MINUTI DI LETTURA





In principio fu Giancarlo Gentilini, passato alla “cronaca” come il primo sindaco-sceriffo d’Italia. Nel 1997, sollevando un vespaio, fece rimuovere le panchine davanti alla stazione ferroviaria di Treviso perché durante il giorno - diceva - le utilizzavano gli extracomunitari. Per il Carroccio, allora, era un eroe: a Treviso ricoprì due mandati, entrò poi in consiglio come vicesindaco non potendo essere eletto primo cittadino per la terza volta. Un rapporto - quello con i vertici locali del partito - che si è guastato un paio d’anni fa. Da fine anni ’90 in poi gli emuli sono spuntati in tante altre città, non solo nel nord leghista. Nel 2001, in piazza a Prato, le sedute furono rimontate dopo alcuni anni ma smontate dopo un solo giorno per problemi di «sicurezza». Decine di casi di rimozione anti-degrado si sono registrati in tutta Italia: a Mestre nel 2013 alcune panchine sparirono da tre strade e furono spostate per evitare convegni di spacciatori. Negli ultimi anni esempi in tutta Italia, da Pisa a Vicenza, a Piacenza, a Salerno, a Como, a Grosseto, a Trento. I motivi? Sicurezza anti-degrado, anti-spaccio, anti-bivacco. Qualcuno ha anche installato panchine e dissuasori anti-clochard (Roma, Genova, Caserta).

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google