La Nuova Ferrara

Ferrara

alberone  

Una strada di proteste «In via Ca’ Corti bisce e sporcizia»

Una strada di proteste «In via Ca’ Corti bisce e sporcizia»

Una famiglia segnala i rischi dovuti all’incuria e al degrado La vicenda si allunga: potrebbe intervenire il Comune

3 MINUTI DI LETTURA





ALBERONE. Via Ca’ Corti è una bella stradina tortuosa e stretta, quasi parallela all’argine del Po.

Parte alla fine di via Argine Po, ed è tranquillissima. Stefano Finessi e Mirella Miceli abitano alla fine della strada. Hanno scelto di farlo per la tranquillità, e da molti anni vivono in una villetta bifamiilare. Arrivi sul posto e ti colpisce la tranquillità. Si sente solo il vento e, in lontananza, forse una campana.

«Siamo pensionati – dicono Stefano e Mirella – e vogliamo vivere tranquilli, e se possibile, lontani dalla jungla». Ma cos’è questa giungla? La proprietà ha un microscopico giardino sul davanti, lo spazio per un piccolo orto dietro e un piccolo corridoio sul lato per andare dal giardino all’orto.

Dall’altra parte del recinto, una proprietà che appare abbandonata. Di erba ce n’è abbastanza per far fare indigestione ad un grosso gregge di pecore fameliche. «La nostra vicina si è trasferita tempo fa. Su quel terreno c’era anche un allevamento di cani, ma poi è stato chiuso. L’erba è alta, la siepe che costeggia la strada la sta invadendo. Soprattutto, ci sono insetti, tanti, tanti, tanti topi. E con i topi, anche tantissime bisce. Non sappiamo se siano serpenti pericolosi, ma il papà di Stefano, cardiopatico non compensato, non ama i serpenti, ed ogni volta che ne vede uno l’elettrocardiogramma “scalpita”. Non si vive più. Abbiamo chiesto alla proprietaria di curare il suo fondo. Risposte, quando sono arrivate, decisamente negative. Abbiamo detto che ci saremmo rivolti alle autorità». Stefano e Mirella allora hanno segnalato alla Polizia Locale la situazione. Gli agenti sono intervenuti tempestivamente, hanno controllato, prendendo atto che la proprietaria dell’aera a quell’indirizzo risulta residente ma non domiciliata, pur essendo cittadina di Riva del Po. Dopo il sopralluogo e la verifica, a seguito della segnalazione, è stato redatto un verbale di sanzione, ma al momento, evidentemente (non sempre succede) il sanzionato non ha ottemperato. Il passo successivo sarà una diffida ulteriore a tagliare l’erba, o verrà emessa una ulteriore sanzione. Se ancora una volta non sarà tagliata l’erba eccessivamente alta e sistemata l’area, ci saranno due vie da seguire, affidate direttamente all’amministrazione comunale. Una sarà la via ordinaria (accertamento, diffida eccetera) o, in alternativa, se sarà considerata una situazione ad altro pericolo anche sanitario, ci potrebbero essere delle complicazioni anche di carattere penale. Se si dovesse seguire (dopo accertamenti adeguati) la seconda strada, su indicazione della Asl, sarebbe l’amministrazione comunale a intervenire direttamente per la bonifica, salvo chiedere al proprietario di rifondere le spese. Strada efficace ma costosa (recuperare le cifre è solitamente complicato). L’idea di base è che il senso civico debba prevalere. L’alternativa è la via legale, comunque decisamente più lenta, ma inesorabile. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google