La Nuova Ferrara

Ferrara

il cordoglio  

«Chiediamo perdono ai genitori di quella povera ragazza»

S. G.

Le parole dei familiari di Cervellati sono per la vittima: «Siamo sconvolti dal dolore» In paese lui non era conosciuto e il negozio era in difficoltà

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copparo. «Chiediamo perdono alla famiglia, siamo vicini ai genitori di quella povera ragazza. Sappiamo che la nostra vicinanza conta ben poco in questo momento ma vogliamo comunque che la famiglia sappia che ci dispiace e che siamo sconvolti per l’accaduto». L’abitazione in cui vivono Greta, una delle sorelle di Saverio Cervellati, e il marito è chiusa e sbarrata. Sembra disabitata. I due, invece, ci sono e sono trincerati nel loro dolore.

chiusi nel dolore

Non vogliono parlare con nessuno. Non si capacitano di quanto successo, non hanno ancora metabolizzato. I rapporti tra la sorella e il fratello si erano interrotti una decina di anni fa. I coniugi non sanno come stia lui ma le parole d’affetto e cordoglio sono tutte per la ragazza, Cinzia Fusi, morta a 34 anni dopo essere stata colpita alla testa con un mattarello. «Non sappiamo cosa sia successo, non ne abbiamo idea. Noi – dice il marito della donna – non abbiamo mai visto quella povera ragazza ma il solo pensiero ci fa stare male. Non ci sono parole per commentare quanto successo».

la coppia

Saverio Cervellati e Cinzia Fusi, rispettivamente 52 e 34 anni, avevano una relazione sentimentale che durava da circa sette anni. Lei giovane, 18 anni in meno, lui un matrimonio alle spalle e due figli; entrambi maggiorenni.

Negli ultimi mesi il rapporto si era incrinato e discussioni e litigi si erano fatte sempre più frequenti. Alla base di tutto c’era la gelosia di Cervellati. Sabato si erano dati appuntamento allo Spendibene, negozio di lui dove lei lavorava da più di dieci anni. Avrebbero dovuto trascorrere la giornata assieme ma poi è scoppiata una lite finita in tragedia. La ragazza, nonostante i soccorsi, è deceduta poche ore dopo all’ospedale di Cona.

in paese

In paese, fuori dai bar e nella piazza non si parla d’altro. «Lo conoscevamo di vista», dicono i copparesi. «Non era uno che si vedeva spesso in giro, anzi, stava piuttosto sulle sue. Aveva il negozio e basta, non frequentava il paese». Che gli affari allo Spendibene di via Primicello, alle porte di Copparo, non andassero a gonfie vele era risaputo. L’attività, fondata anni fa dal padre e portata avanti da Saverio, aveva subìto un duro contraccolpo nel corso degli ultimi anni «anche a causa delle catene che avevano aperto in zona».

«Allo Spendibene si comprano saponi, profumi, detersivi… quanti negozi ci sono che propongono gli stessi prodotti? Sicuramente le vendite erano calate». Poco dopo l’ampliamento dell’attività era cominciato il declino. «Anche per questo – dicono alcuni – aveva affittato parte del capannone a Cirelli, titolare del negozio di elettrodomestici. Era in difficoltà e quando capitava di incrociarsi si notava». —

S. G.

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