In Sacca pesci sterminati dai cormorani Ma l’uomo è complice
GORINO. Sarà perché la questione riguarda un numero esiguo di pescatori, sarà perché la concentrazione massima è riservata soprattutto agli allevamenti di vongole veraci, oppure ancora a causa dell’incidenza minore sull’economia locale, fatto sta che la fauna ittica nella Sacca di Goro, con particolare riferimento alle Valli di Gorino, è in lenta - ma neppure troppo - disgregazione.
In pratica, sta venendo meno quella che per centinaia di anni è stata l’economia di base per tante famiglie, oltre che l’habitat naturale di decine di specie ittiche, e non solo.
LE CAUSE
Il tutto a causa degli eventi atmosferici (come il cambiamento climatico), che ha portato di fatto all’invasione di Sacca e valli del gigantesco granchio reale meglio conosciuto come il granchio blu. Ma la tendenza è dovuta anche al comportamento criticabile di qualche abitanti delle valli.
Infatti, e questo è un fenomeno in crescita esponenziale negli ultimi anni, in ogni angolo della Sacca, ma sopratutto delle balli -, a causa dei bassi fondali, di cormorani se ne posso contare a centinaia, e sappiamo bene quello che questo comporta.
I cormorani si nutrono esclusivamente di pesci per diversi chilogrammi giornalieri: per ogni tuffo di questi uccelli viene meno un giovane pesce, ossia cefali, piccole anguille, branzini e orate appena svezzate, e tante altre specie.
nessuna limitazione
Per quanto riguarda la Sacca di Goro non esiste un piano di limitazione per questi animali, e nemmeno è mai stato posto il problema da coloro che a vario titolo gestiscono i 2.500 ettari della Sacca di Goro per cercare di limitare il problema.
Ad onor del vero, oltre che agli eventi atmosferici e ai cormorani, una parte importante di questa disgregazione della fauna ittica è anche dovuta a responsabilità dell’uomo: infatti nel periodo primaverile, ma sopratutto autunnale, una parte di pescatori che esercitano la pesca con reti da posta catturano le giovani anguille (molata) di 15-20 centimetri, per poi venderle a mediatori che successivamente le rivendono ai proprietari di Valli private del veneto ma non solo, un autentico crimine contro la fauna ittica. —
Odino Passarella
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