La Nuova Ferrara

Ferrara

Per aiutare l’ambiente, anche in vacanza L’area del Logonovo curata dai turisti

Margherita Goberti
Per aiutare l’ambiente, anche in vacanza L’area del Logonovo curata dai turisti

A Lido Spina hanno messo contenitori per i rifiuti e sedie per chi vuole riposare: «Qui atti vandalici e maleducazione» 

3 MINUTI DI LETTURA





la storia

Le chiacchiere sotto l’ombrellone non sono mai molto impegnative; spesso la conoscenza è casuale, per cui gli argomenti di conversazione non possono essere profondi ed è giusto così. Ma sul lungomare di Lido Spina che costeggia il canale Logonovo c’è un gruppo di persone - in maggior parte ferraresi -, che si ritrova ormai da diversi anni e che ha creato un rapporto molto solido e - soprattutto - con un importante punto in comune: l’amore per questa parte di spiaggia che essendo libera è particolarmente soggetta ad essere, in vari modi, maltrattata.

in azione

Il gruppo è composto dalle signore Ines Cevolani, Dianella Porreggiani, Maina Gatta e Liliana Caleffi, poi Angelo Guicciardi, Giordano Micai e Lauro Benini. Quest’ultimo, in particolare, è l’artefice di un paziente lavoro di ristrutturazione.

Inizialmente queste persone si sono adoperate per una sottoscrizione, che poi è stata presentata al sindaco di Comacchio, Marco Fabbri, perché il rudere dell’ex Bagno della Polizia fosse smembrato, in quanto ricettacolo di topi, ma anche spesso rifugio di disperati. L’anno scorso hanno raggiunto lo scopo ed ora la zona è molto più civile, anche se necessiterebbe almeno di sfalcio dell’erba e di cura degli alberi, dove ancora di notte trovano riparo diversi extracomunitari.

nuovi guai

«Ci sono, però, ancora diversi problemi – ci raccontano Ines e Marina, un po’ le portavoce del gruppo nonché quelle dotate di forte spirito d’iniziativa e di coinvolgimento –, intanto i rifiuti abbandonati da villeggianti maleducati. Poi la mancanza di panchine per chi si vuole godere il fresco del tramonto. Ancora, la presenza di molti cani nonostante il cartello di divieto. Infine, l’assoluta mancanza di agenti della Polizia locale per effettuare i controlli».

Ai problemi, però, questo gruppo risponde subito con delle possibili soluzioni. «Il primo problema l’abbiamo affrontato - spiegano - posizionando un contenitore proprio all’entrata della spiaggia libera, legandolo alla recinzione perché non venisse portato via. E vediamo che si riempie subito, poi viene vuotato dagli operatori ecologici. Il secondo l’abbiamo in parte risolto costruendo con pezzi di legno di recupero due sedie saldamente legate al palo, a disposizione di chiunque voglia riposarsi lungo il tragitto o, rimanere a “far filò” con noi, che ogni giorno ci portiamo comunque la sedia da casa».

vandalismo

Anche in questo caso non mancano i disagi. «Spesso le sedie le troviamo rotte per atti vandalici che non hanno alcuna giustificazione, ma il nostro bravo Giordano le ripara subito».

E la questione cani? «Sia chiaro, noi per primi amiamo questi animali. Il problema non sono certo loro, bensì i loro proprietari, che li portano in questo tratto di spiaggia e poi non puliscono. Ma con queste persone non c’è possibilità di dialogo».

Insomma, da Spina arriva un bell’esempio di cittadinanza attiva che si dovrebbe vedere più spesso nei luoghi di villeggiatura, magari proprio ai Lidi, che rappresentano tutto il territorio. Una bella storia, speriamo sia d’esempio per altre persone. —

Margherita Goberti

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google