Quella volta che Antonioni recensì la pellicola scandalo
Stasera un omaggio a Extase considerato il primo soggetto erotico Il regista ferrarese raccontò la proiezione del 1934 in veste di critico
la curiosità
Extase – Estasi, il film-scandalo del 1933, scritto e diretto da Gustav Machatý, con la splendida Hedy Kiesler (ribattezzata poi a Hollywood come Hedy Lamarr), è il film-omaggio scelto per la serata di pre-apertura di oggi alla 76ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, previsto in sala Darsena (palazzo del Cinema) al Lido.
Vietato in alcuni Paesi (in Italia venne presentato l’anno dopo, nel ’34, alla da poco nata Mostra del Cinema di Venezia), fu uno dei primi film erotici della storia del cinema. Fritz Mandl, marito dell’attrice all’epoca, spinto dalla gelosia cercò (inutilmente) di comprare tutte le copie esistenti al mondo del film per toglierle dalla circolazione. Un po’ ciò che aveva fatto il ferrarese conte Giorgio Cini con le pellicole della moglie, la grande attrice di muto Lyda Borelli.
Donna semplicemente stupenda, la Lamarr fu anche una grande inventrice: gettò le basi dei nostri Wi-Fi e Gps.
Extase al Lido fu proiettato il 7 agosto 1934, fu premiato per la regia con la Coppa Città di Venezia, insieme agli altri tre film cecoslovacchi presenti a quell’edizione della Mostra. Nel referendum fra il pubblico, Extase fu giudicato il miglior film straniero e Machatý il miglior regista.
il regista critico
Il poco più che ventenne Michelangelo Antonioni, allora ancora e “solo” in veste di critico cinematografico alla Mostra – collaborò con il Corriere Padano di Nello Quilici e con Cinema, la rivista diretta da Vittorio Mussolini – scriveva così del film presentato a Venezia: “Nel giardino dell’Excelsior, quella sera, si udiva il respiro degli spettatori attentissimi, si udiva un brivido correre per la platea”.
il recupero
Il restauro della pellicola è stato realizzato dal Národní filmový archiv (Cineteca di Praga), grazie al sostegno di Milada Kučerová e Eduard Kučera ed alla collaborazione con Film Servis Festival Karlovy Vary. Le lavorazioni sono state effettuate nel laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna.
L’obiettivo del restauro era quello di ricostruire una versione del film che fosse il più possibile fedele all’originale in lingua ceca, cioé quella presentata a Venezia nel ’34. Poiché nessun elemento di questa versione originale si è conservato, il Národní filmový archiv ha dovuto ricorrere a versioni in altre lingue ed in lingua ceca realizzate successivamente. —
Maria Cristina Nascosi
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