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Da undici anni con il loro aereo arrivano a Ferrara per i Buskers

Emanuela De Domenico
Da undici anni con il loro aereo arrivano a Ferrara per i Buskers

Coniugi tedeschi premiati all’Annunziata per la fedeltà al festival  «E pensare che la prima volta siamo atterrati qui per un disguido» 

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la Storia

Non si perdono un’edizione, e da 11 anni viaggiano attraverso le Alpi da Francoforte a Ferrara a bordo del loro Piper 28 per assistere al Buskers Festival. Sono Gabriele Pauline e Burkhard Walter Werthmuller, lui ex pilota di linea della Lufthansa, esperto in volo attraverso le montagne, e la moglie, e sono diventati ormai ambasciatori della manifestazione. Ieri all’Hotel Annunziata, Stefano Bottoni, il papà del festival, ha reso omaggio alla coppia di affezionati turisti.

«Siamo atterrati per la prima volta a Ferrara per un disguido con la torre di controllo che non ci dava indicazioni sull’atterraggio a Ravenna, dove eravamo diretti, ha spiegato Gabriele, da quel giorno ci siamo innamorati di Ferrara e ci siamo ripromessi di tornare ogni anno per immergerci nella magica atmosfera degli artisti di strada». Ma Gabriele ha fatto anche un’altra dichiarazione d’amore alla nostra città: «nel caso in cui mio marito per qualche motivo non potesse più volare, torneremo a Ferrara con qualsiasi altro mezzo nel periodo del festival». Insomma, un legame che si consolida nel tempo e che diventa un orgoglio per la nostra città. «La cosa bellissima, ha spiegato Bottoni, è che loro non vanno da nessun’altra parte in Italia, vengono solo qui, quindi la loro presenza ormai ha un valore affettivo e di grande amicizia». Anche il direttore dell’hotel Annunziata che ha sempre ospitato i coniugi tedeschi, Zeno Govoni, ha dichiarato che è sempre un enorme piacere intrattenersi con loro e ha detto anche di aver saputo che il turismo dei Buskers in velivolo sta prendendo piede: «tramite il responsabile del campo volo Icaro Village a Vigarano Mainarda, ho scoperto che da tre anni un cardiologo bergamasco viene al festival con il suo aereo privato, pianta la tenda e si gode la vita all’aperto e gli artisti di strada». All’incontro ieri c’era anche l’amico irlandese di Bottoni Alec Taylor: «eravamo a Vienna nel 1987, ha dichiarato il direttore artistico dei Buskers, in un teatro d’avanguardia dove mi venne poi l’idea per quello che sarebbe diventato il festival come lo vedete adesso». —

Emanuela De Domenico

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