Usata da sempre Valorizzata da poco L’ortica è regina non solo in tavola
Il professore universitario Brandolini spiega il successo della pianta «È partito tutto da un piatto a una festa: ora c’è la gara per sfruttarla»
La curiosità
Per il professor Vincenzo Brandolini il detto “gettare alle ortiche” non poteva che essere profondamente sbagliato, «perché questa pianta – afferma lui stesso – possiede proprietà straordinarie».
Docente di chimica degli alimenti all’Università di Ferrara, Brandolini parteciperà domani all’apertura dell’edizione 2019 della Sagra dell’ortica di Malalbergo e sarà fra i relatori dell’incontro, previsto alle 18, sul tema “Ortica e Tartufo-Due alleati per la salute e l’ambiente”.
quante qualità
La pianta erbacea dai mille benefici, ma conosciuta anche per il prurito prodotto dal fluido rilasciato quando i suoi peli si rompono, ha appassionato il professore circa otto anni fa: «Tutto è iniziato da una curiosità nata proprio alla sagra – racconta –. Là facevano le tagliatelle all’ortica e fui incuriosito dal fatto che sul mercato si trovasse, ad esempio, la pasta allo spinacio ma non quella all’ortica, che ho deciso così di iniziare a studiare. E da allora si sono susseguite ricerche, dottorati e progetti, alcuni finanziati dalla Regione».
Per arrivare dove? «Alla industrializzazione dell’ortica: oggi nei supermercati si trova la pasta a base di questa pianta, ed esiste anche il pane e la piadina, c’è ormai una corsa a produrre tutta una serie di prodotti con l’ortica. Che è inoltre utilizzata nella cosmesi – sottolinea il professore –: esiste infatti lo shampoo all’ortica che stimola la crescita dei capelli, e dalla radice della pianta si ottengono anche farmaci».
la storia insegna
Prodotto comunque conosciuto f dall’antichità, usato a scopo alimentare e medico, «ma all’epoca – specifica Brandolini – erano di certo più empirici, non c’era conoscenza approfondita delle sostanze e l’uso che se ne faceva dipendeva dall’esperienza, s’osservavano benefici specifici e si assegnavano proprietà alla pianta».
Non esisteva di fatto un insegnamento come “Chimica degli alimenti” in grado di valutare il contenuto di un alimento dal punto di vista nutrizionale, un insegnamento che oggi ha permesso di scoprire il valore e i grandi vantaggi dell’ortica per la salute: contiene infatti sostanze antiallergeniche, purifica e disintossica; le foglie contengono abbondante clorofilla che le conferisce proprietà antianemiche; si può utilizzare per il trattamento dei dolori artritici, delle riniti allergiche e come diuretico; ha poteri antiossidanti e previene malattie cardiovascolari, è ricca di nutrienti, «di ferro e vitamina c – spiega Brandolini –, È anche utilizzata per il mangime di certi animali perché è in grado di stimolare la produzione di latte».
facile trovarla
Tutta una serie di qualità, dunque, in grado di rivalutare una pianta, l’ortica, che un tempo poteva essere sinonimo di povertà: «Si tratta di una pianta che cresce un po’ ovunque e non c’è il rischio di non trovarla. In quanto pianta alimurgica (spontanea e utile in casi di necessità) veniva usata nei periodi di carestia, tanto che la gente si vergognava di dire che la mangiava, ma oggi l’abbiamo valorizzata riscoprendone i pregi nutrizionali».
Proprio oggi, sottolinea Brandolini, che le nostre abitudini alimentari sono cambiate: «L’alimentazione mediterranea oggi viene un po’ meno: un tempo si mangiava più frutta e verdura, ora si mangiano più carni. Inoltre, abbiamo anche perso il concetto di stagionalità e al supermercato troviamo sempre tutto indipendentemente dal periodo. Ciò ci rende monotematici nell’alimentazione e anche vittime di molte intolleranze».
Motivo in più per apprezzare gli studi che in questi anni hanno valorizzato l’ortica, «un tempo dramma quando si giocava a calcio – scherza il professore – e di cui oggi invece conosciamo i benefici, anche per l’ambiente». Infatti l’ortica è pianta nitrofica che «asporta azoto e riequilibra gli eccessi di concime nei terreni». —
Giovanna Corrieri
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