Comune contro l’Asl sui vaccini all’asilo: per essere ammessi basta la prenotazione
Secondo l’azienda sanitaria serve invece la prima iniezione Ma l’assessore Kusjak si appella alla legge nazionale
Nella lettera inviata a metà luglio all’Ufficio scolastico provinciale, alla Federazione delle scuole materne (Fism), ai Comuni ferraresi e alla Provincia, l’Asl di Ferrara chiariva che per l’ammissione al nido o alla scuola d’infanzia non era sufficiente la sola richiesta di vaccinazione, ma era necessario aver sottoposto il bimbo ad almeno una profilassi.
«La segnalazione “non in regola con gli obblighi vaccinali con vaccinazioni in corso” (che dà diritto all’ammissione, ndr) è riservata – specificava l’azienda sanitaria - ai minori che hanno aderito all’invito e iniziato la somministrazione delle dosi vaccinali e hanno il calendario in corso non avendo completato tutte le dosi previste nella schedula. Non rientra in questa dicitura la presentazione di una formale richiesta di vaccinazione».
Secondo questo orientamento, in linea con le disposizioni più restrittive della Legge Regionale, i bambini ferraresi che non risultano in regola per poter essere ammessi sono una quindicina, o perché senza documentazione richiesta o perché con richiesta di vaccinazione ma non vaccinati.
Sull’obbligo vaccinale il Comune di Ferrara ha assunto una posizione in contrasto con quella dell’Asl, attenendosi alla Legge Nazionale 119 del 2017, che secondo l’articolo 3bis consente l’ammissione anche solo in presenza di una formale richiesta di vaccinazione presentata entro il 10 luglio all’azienda sanitaria. Confortato dal fatto che la copertura vaccinale «supera il 95% ed è in aumento».
«Dalle verifiche effettuate per l’anno 2019-2020 non è data evidenza di minori iscritti ai servizi educativi che possano trovarsi nelle condizioni che comportano la decadenza prevista dall’articolo 3bis della legge in vigore», interviene l’assessore all’Istruzione Dorota Kusiak puntualizzando anche la separazione di ambiti e competenze tra Comune e Asl. Al primo «spetta la valutazione e la gestione dell’iscrizione del minore e del suo accesso ai servizi educativi che deve avvenire in piena conformità ai termini di legge». All’azienda sanitaria spettano invece «la gestione del rapporto con le famiglie relativamente agli aspetti del percorso vaccinale di ogni singolo bambino». Stessa linea per il Comune di Lagosanto: «Il nostro assessore è in contatto con quello del capoluogo, perché è nostra intenzione condividere la posizione di Ferrara», ha spiegato il sindaco Cristian Bertarelli.
L’Asl tiene il punto
La richiesta di vaccinazione, è comunque il fermo principio dell’Asl, a oggi non ha più ragione d’essere come “ipoteca” per l’ammissione, dal momento che, spiega il dirigente del Dipartimento Sanità Pubblica dell’Asl Giuseppe Cosenza «i percorsi con le famiglie si sono da tempo conclusi, e non vengono più dati appuntamenti per la semplice ragione che gli ambulatori sono a libero accesso, e ci si può presentare in qualsiasi momento per la profilassi, senza prenotazione».
La linea dell’azienda, dunque, « è e resta quella di tutte le altre Asl dell’Emilia Romagna, ed è quella della legge regionale. Ha ragione l’assessore Kusiak quando afferma che Asl e Comune fanno ciascuno il proprio lavoro. Sono i dirigenti delle scuole a decidere quale orientamento adottare, e in caso di scuole pubbliche il referente diretto è il Comune. Dei pochi casi non in regola, non so quanti effettivamente si iscriveranno. Mi auguro che tutto vada per il meglio e che nessun bambino immunodepresso abbia problemi per la presenza di compagni non vaccinati. Se così non fosse, qualcuno dovrà assumersene la responsabilità». —
Alessandra Mura
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