Nessun custode e di sera c’è il buio «Il Parco del Gigante non può morire»
Appello al Comune da parte di residenti e fruitori dell’area Richiesta un’assidua manutenzione: finora solo promessa
CENTO. «Eccellenza di Cento, il Parco del Gigante merita più attenzione da parte dell’amministrazione Toselli. Oggi è in condizioni disastrose, occorre illuminarlo e tracciare un percorso di riqualificazione».
Sono preoccupati i residenti, il cui portavoce è Graziano Cortesi, che abitano attorno al parco. E con loro, Marco Pellizzola, artista centese che gli ha dato vita, e l’associazione degli Amici del Parco che fa riferimento a Valeria Tassinari e che realizza iniziative per coinvolgere famiglie e bambini. Il parco inoltre sarà presto protagonista anche al Festival di Venezia: qui, infatti, sono state girate alcune scene del film “Mio fratello rincorre i dinosauri”, di Stefano Cipani, con Alessandro Gassmann e Isabella Ragonese. Uscirà al cinema il 5 settembre.
«Con i suoi mosaici e le sue opere – riferiscono i residenti –, il parco si mostrerà in tutta la sua bellezza, suggestione e unicità in un contesto internazionale e di prim’ordine come è la 76° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Ma questo all’amministrazione comunale pare non interessare”.
vandali all’opera
La richiesta rivolta al Comune di dare più attenzione al parco parte dalla necessità di alcuni interventi mirati: «Sono state installate le telecamere del sistema di videosorveglianza, ma che utilità possono avere se il parco di sera e di notte sprofonda nel buio più completo?». Altra questione, evidenziata da residenti: «Fino all’inverno scorso, il parco di sera veniva chiuso. Da allora il Comune non ha più previsto il custode, nessuno che vada a chiudere, nessuna attività di volontariato. Il parco, sempre aperto, rischia di diventare di notte luogo di degrado, un rifugio per persone poco raccomandabili, oltre ad essere preso di mira da vandali e imbrattatori». La mancanza di illuminazione è un problema segnalato da anni: «C’era una proposta per illuminarne i punti d’accesso, ma il progetto è finito nel nulla. Se fosse illuminato, le famiglie lo frequenterebbero anche di sera. E invece sempre più spesso tocca intervenire per ripulire le opere, per sistemare le sculture e ridare dignità all’area».
i cittadini puliscono
Come riferisce Pellizzola, «l’estate scorsa, a nostre spese, assieme a tanti ragazzi, abbiamo svolto attività di pulizia e recupero del parco e delle sue opere. Tanto lavoro per ripulire. Poi, dopo due giorni, tutto era come prima. Anche oggi i volontari ci sarebbero, la mia disponibilità c’è, ma senza l’impegno dell’amministrazione comunale, è come lottare contro i mulini a vento. Sinceramente non so più che fare».
Diversi i problemi più volte segnalati dai residenti preoccupati per le condizioni di degrado in cui si trova l’area: «Aperto, di notte, il parco viene spesso preso di mira da vandali. Tanti gli appelli, e pure una petizione», sostiene Cortesi. E Pellizzola: «Sono andato in Comune più volte a segnalare il problema, tanti “sì, si”, tanti “faremo”, ma alla fine nulla è stato fatto per combatterne il degrado e l’abbandono. Io ho dato la mia disponibilità, ma se manca la volontà da parte dell’amministrazione di prendere in mano la situazione, di avviare un percorso di riqualificazione, che parta dalla chiusura del parco, dal trovare un custode, dall’illuminarlo, dal mantenerlo pulito attraverso attività di volontariato o collaborazione con le scuole, il nostro lavoro, l’impegno di tanti, diventa vano, inutile. Eppure il Parco del Gigante è un gioiello che merita di essere “vivo”, curato e vissuto da tutti». —
Beatrice Barberini
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