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Servono nuovi lavori al Padiglione degli Archi Riaperto il cantiere

Katia Romagnoli
Servono nuovi lavori al Padiglione degli Archi Riaperto il cantiere

Si tratta di interventi  complementari  Il complesso è destinato a diventare una sorta di piazza coperta

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COMACCHIO. Lavori complementari non previsti nel progetto di partenza, per il recupero ed il restauro conservativo del Padiglione ad Archi.

Dopo la pausa ferragostana, nell’area cortiliva di Palazzo Bellini, è stato riaperto il cantiere impegnato da un anno nei delicati lavori di consolidamento e ripristino strutturale dell’edificio che, alla fine dell’Ottocento è stato il tempio della lavorazione e della marinatura delle anguille.

i lavori

Ai primi del Novecento l’avvio della Manifattura dei Marinati in via Mazzini ha sancito l’inizio della fine per lo storico edificio di pianta rettangolare che, ancora oggi, si connota per i suo 10 archi murati e che si affaccia nel cuore della cultura della città lagunare, Palazzo Bellini e la sala Polivalente San Pietro. In fase di ultimazione dei lavori di ristrutturazione, lavori giunti ormai al solaio, si è riscontrata la necessità di eliminare due botole/cisterne presenti al piano terra, ma si è anche ravvisata l’urgenza di intervenire con un antiparassitario a base di vernici, a protezione della struttura lignea del tetto.

Si tratta di interventi complementari che non incidono sul quadro progettuale complessivo, coordinato dall’architetto Guido Zarattini. I lavori, di importo attorno ai 24mila euro, saranno effettuati dalla ditta Telia costruzioni srl di Altamura, che si è aggiudicata l’appalto complessivo dei lavori di ristrutturazione e di restauro conservativo.

piazza coperta

Destinato a trasformarsi in una piazza coperta, un nuovo centro propulsore della vita culturale cittadina, il Padiglione ad Archi sarà presto riscattato dall’incuria e dal degrado in cui versava da decenni. Una volta riscontrati i primi segnali di peggioramento sotto il profilo della staticità, Il Comune di Comacchio, due anni fa ha avviato un bando, finalizzato a restituire in tempi brevi alla collettività l’edificio storico. È stato così acceso un mutuo da 500mila euro presso la Cassa Depositi e Prestiti, operazione quella dell’indebitamento consentita solo agli enti virtuosi e resasi possibile grazie al dimezzamento del debito pubblico comunale.

Per occultare lo stato di degrado in cui il Padiglione ad archi versava da anni, l’artista locale Albino Scarletti aveva collocato alcuni magnifici pannelli dipinti a mano e raffiguranti paesaggi lagunari di un tempo. —

Katia Romagnoli

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