Allarme per i braccianti La cimice toglie lavoro
I sindacati denunciano la crisi che sta colpendo la raccolta della frutta Sono oltre 15mila gli stagionali nel Ferrarese non coperti da ammortizzatori
Sono 15mila i braccianti agricoli ferraresi che, dediti in questo periodo alla raccolta di prodotti ortofrutticoli, rischiano di essere investiti dagli effetti assolutamente negativi che, un anno di ondate di maltempo, grandine e “cimice asiatica”, hanno avuto su diverse produzioni del territorio. È questo l'allarme lanciato dai sindacati del settore, Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil, che nei prossimi giorni hanno intenzione di chiedere alla Regione Emilia Romagna non solo soluzioni condivise sulla salvaguardia delle produzioni di eccellenza del ferrarese, ma anche misure che difendano il reddito di una categoria di lavoratori spesso senza troppe tutele.
Niente AMMORTIZZATORI
Le estreme ondate di maltempo che quest'anno hanno flagellato le campagne ferraresi hanno sì danneggiato alcune coltivazioni, ma hanno anche avuto come conseguenza quella di far perdere intere giornate lavorative a diversi lavoratori stagionali per i quali in questi casi, sottolineano i sindacati, non sono previsti ammortizzatori sociali dedicati appunto alla copertura delle giornate perse. Peraltro l'unica integrazione al reddito per questi lavoratori a tempo determinato sarebbe la cosiddetta "disoccupazione agricola" che, oltre ad essere erogata dall'Inps l'anno successivo rispetto a quello dei giorni di effettivo lavoro, è anche subordinata alla presenza, da parte del lavoratore, di determinati requisiti.
«Bisogna aver lavorato almeno 102 giornate in agricoltura negli ultimi due anni – specifica il segretario generale Flai-Cgil, Cristiano Pistone – Questo è il requisito minimo per fare domanda di disoccupazione agricola ma se un lavoratore un anno perde delle giornate di conseguenza salta il pagamento. E anche se la campagna di raccolta 2019 è ancora in atto, se le criticità non fossero di transizione per molti lavoratori potrebbero insorgere problematiche di questo genere».
PROCEDURE COMPLICATE
A svantaggio dei braccianti agricoli ci sarebbe anche una riforma della legge 247 del 2007: «in effetti – è la considerazione dei sindacati – fino al 2007 era in vigore il meccanismo delle calamità, che dava la possibilità ai lavoratori di vedersi riconosciuto, attraverso il blocco degli elenchi anagrafici pubblicati annualmente dall'Inps, le giornate figurative in relazione al lavoro svolto l'anno precedente. La riforma contenuta nella legge 247/07 – proseguono i sindacati – ha modificato tale principio, riconoscendo il beneficio solo nel caso in cui l'azienda agricola, presso cui il lavoratore ha prestato l'attività, abbia usufruito degli interventi del Fondo di Solidarietà Nazionale». Una procedura questa, affermano i rappresentanti della categoria, «attualmente complicata e quasi del tutto inutilizzata anche per causa del complicato iter burocratico».
RICHIESTE IN REGIONE
Alla Regione dunque i sindacati chiederanno di agire anche per la tutela dei lavoratori dipendenti, una soluzione potrebbe essere ad esempio «il ritorno ad un sistema che riconosca ai lavoratori che eventualmente ne facciano richiesta il blocco degli elenchi anagrafici e – aggiunge Pistone – il riconoscimento delle giornate dell'anno precedente se superiori a quelle dell'anno in corso».
Giovanna Corrieri
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