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Ruspante, anti-casta e tutta ferrarese: la birra del sindaco

S.C.
Ruspante, anti-casta e tutta ferrarese: la birra del sindaco

Alan Fabbri è il testimonial della “Pitona” È una bionda leggera inventata dal fratello 

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la storia

Il primo sindaco-birraio della storia di Ferrara ha fatto da testimonial al lancio della sua creatura, l’altra sera al pub XIº Comandamento, approfittandone per un’altra picconata allo stereotipo di “casta” che peraltro non ha mai avuto appiccicato addosso. In realtà Pitona, questo il nome della birra, è un’invenzione del fratello Stefano, quello che è rimasto a curare l’azienda agricola di famiglia, ma Alan Fabbri la sua parte la sta facendo: «È una mia passione, e poi parliamo di un prodotto artigianale che ben rappresenta la nostra terra» ripete in queste ore il sindaco, senza perdere di vista gli obiettivi di mandato.

Pitona è una birra bionda “tedesca”, a bassa fermentazione e gradazione (4,8°), adatta all’estate. Ha la particolarità di derivare dall’orzo prodotto in provincia, per la precisione nella zona di Burana, maltata nel Piacentino e prodotta nell’azienda artigianale Biren di Dosso, ormai un punto di riferimento per i birrai ferraresi.

È stato Stefano Fabbri, ex operaio della Vm, licenziatosi qualche anno fa proprio per prendere in mano le redini dell’azienda agricola di famiglia a Burana, a voler piantare 1,5 ettari di orzo nel 2017, per cominciare. Sono sufficienti a questa prima produzione sperimentale i 23 quintali di raccolto , «abbiamo fatto 5mila bottiglie che mettiamo in vendita nei mercatini contadini, nei bar locali e in azienda - racconta il fratello del sindaco - Siamo contenti della qualità, ora speriamo in una buona risposta del mercato: cominciamo a lavorarci ora, un migliaio di bottiglie le abbiamo già vendute». Il prezzo? 2,80 euro Iva compresa per i bar, 4 euro al mercato. Il nome è in puro stile agro-leghista, anche se i Fabbri ne attribuiscono il merito allo studio Grafema di Vigarano, gli stessi del Bundan festival: la parola, per la cronaca, significa in dialetto tacchino ma anche sonnolenza, rilassamento post-prandiale. I richiami allo slow-food sono insomma impliciti. I Fabbri non si fermano qui. «Quest’anno ripiantiamo ancora l’orzo - è il sindaco a parlare, stavolta - e poi pensiamo di lanciare una birra di Natale, più corposa». L’altra sera a brindare non s’è fatta vedere la coalizione di governo, ma la discreta folla di curiosi e vip locali garantirà di sicuro un buon “giro”di partenza. —

S.C.

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