La Nuova Ferrara

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la campagna 2019  

La grandine e il vento “stressano” le piante E il pomodoro rallenta

A.T.
La grandine e il vento “stressano” le piante E il pomodoro rallenta

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Sta procedendo con una decina di giorni di ritardo la campagna 2019 del pomodoro da industria, a causa delle avverse condizioni meteo di maggio (piogge e sbalzi termici) ed i successivi danni derivanti da grandinate, bombe d’acqua, forte vento e ondate di calore.

Tutte condizioni che hanno stressato le piantine in campo con un conseguente rallentamento del processo di maturazione del pomodoro. Le rese, sulle produzioni precoci e medio-precoci, sono risultate più basse degli altri anni, ovvero al di sotto dei 700 quintali per ettaro. Ne consegue pertanto un livello di produzione lorda vendibile agricola in forte sofferenza che, anche quest’anno, inciderà pesantemente sulla redditività aziendale.

È quanto afferma, nella sostanza, Confagricoltura Ferrara ricordando inoltre come quest’anno siano complessivamente oltre 36. 000 gli ettari coltivati a pomodoro da industria nel nord Italia. Prima produttrice in Emilia-Romagna la provincia di Piacenza (10. 350 ettari), seguita da Ferrara (6. 400) e Parma (4. 300).

«Le anomalie del cambiamento climatico hanno modificato anche i tempi della raccolta del pomodoro – prosegue Confagricoltura Ferrara – che quest’anno è avvenuta prima al nord Italia». «Bisogna migliorare i criteri di definizione del prezzo – interviene il presidente di Confagricoltura Ferrara, Gianluca Vertuani – a conclusione della campagna dovremo essere pronti a discutere di come impostare la prossima, l’agricoltura non può permettersi il rischio che il pomodoro da industria faccia la fine della barbabietola da zucchero. Ricordiamoci che la biodiversità delle colture è fondamentale per il nostro futuro e che la conservazione dell’ambiente comporta una serie di benefici per la nostra salute: meno danni ecologici per aria, terra e acqua e terreni più fertili. Purtroppo, pur senza l’ufficialità dei dati che avremo solamente a campagna terminata, ad oggi la produzione risulta col segno meno del 15-20% per il pomodoro convenzionale, molto peggio per il biologico, con rese in calo fino al 50%. Il Ferrarese è certamente uno dei territori più vocati d’Italia per la coltivazione del pomodoro – conclude Vertuani – in particolare i terreni sabbiosi del Basso Ferrarese». —

A.T.



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