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Pubblicità “alla vecchia” Cavalletti promozionali fuori da edicole e botteghe

Pubblicità “alla vecchia” Cavalletti promozionali fuori da edicole e botteghe

L’amministrazione intende rivedere il regolamento che vieta i supporti mobili Bergamini: «Creare un sistema uniforme per il centro storico»

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bondeno. Qualcuno forse ricorderà, in città, i famosi “gobbi”. Quelli che volgarmente venivano chiamati così, ma che tecnicamente si chiamano “supporti mobili con cavalletto”, o anche semplicemente “treppiedi”. Insomma, i porta manifestini che pubblicizzavano prodotti e, soprattutto, le notizie principali riportate dai quotidiani in vendita nelle edicole. Ebbene, questa presenza caratteristica delle vie e delle piazze potrebbe ritornare, a breve. Se, come tutto lascia supporre, la giunta matildea rimetterà mano al regolamento sulla pubblicità.

regole obsolete

«Un regolamento che risente ormai del passare del tempo, e che è fermo in molti suoi aspetti al lontano 1994 – dice il sindaco Fabio Bergamini – e che non risponde più alle esigenze del commercio. Come infatti mi è stato segnalato da diverse attività. La mia intenzione è quella di snellire questo regolamento e renderlo più semplice, andando a rivedere le norme che regolano la pubblicità “visiva”, come appunto i “supporti mobili con cavalletto”, le pubblicità temporanee come quelle delle sagre e degli eventi, piuttosto che la disciplina delle attività sportive».

Perché il regolamento, nella sua totalità, è piuttosto complesso. Riguarda cioè una pluralità di voci e di aspetti. Come, per l’appunto, i cosiddetti “gobbi”. «L’articolo 23 del Codice della strada vieta il loro utilizzo in alcuni luoghi, ma il regolamento comunale sulla pubblicità ne vieta l’utilizzo senza deroghe, per motivi di sicurezza: questi “cartelli” che poggiano su cavalletto possono essere infatti trascinati via dalle folate di vento, ed inoltre dovremo studiare le modalità in cui collocarli. Garantendo la sicurezza dei passanti, ed anche il transito sui marciapiedi e nei luoghi di passaggio ai diversamente abili, oltre tutti gli utenti “deboli”. Ritengo però opportuno rivedere in molti aspetti un regolamento sulla pubblicità che si è fatto obsoleto e non più soddisfacente rispetto alle mutate esigenze di molte categorie, come per esempio le attività ristorative (che potrebbero qui esporre i menù), i bar e le edicole. Il tutto – conclude il primo cittadino – uniformando dimensioni e caratteristiche di base delle pubblicità, in modo da mantenere anche il decoro del centro e delle vie della città». —

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