Si finge Antonelli per farsi bello in spiaggia Il vero “Dustin”: «Mai ai Lidi nella mia vita»
Turista a Spina dice di essere l’ex stella del Milan, raccontando la propria carriera e l’ultima serata con l’amico Buriani
la curiosità
Dalle fake news sui social a quelle sotto l’ombrellone. Anzi, forse è proprio sotto l’ombrellone che sono nati i racconti “immaginari e ingranditi” dei grandi bugiardi. Tanto chi mi conosce? Quando mai incontreremo ancora quel signore di Milano, Roma o Vittorio Veneto con il quale si è trascorso una settimana al mare?
Perché c’è chi si spaccia per direttore di un’azienda con tanti dipendenti o chi afferma di essere un affermato professionista o quello che suggerisce la fantasia e la voglia di apparire quello che non si è. Invece a Lido Spina, nel bungalow lungo il canale Logonovo accanto al n. 21, c’è stato un villeggiante che si è presentato come Roberto Antonelli, per tutti “Dustin” l’ex calciatore del Milan, fra i protagonisti dello scudetto della stella. O per i nostalgici spallini, quello che nell’aprile dell’81 segnò due reti alla Spal, in serie B.
E a conferma di quanto diceva mostrava sul cellulare, la “sua” foto – però di quando era giovanissimo – identica a quella riprodotta sulle figurine Panini– un po’ difficile quindi confrontarla con il suo aspetto attuale di 66 enne (se è quella l’età giusta). C’era anche tutto il curriculum con le squadro dove aveva militato.
vecchi amici
«L’altra sera da Aroldo c’è stata una rimpatriata – ci ha raccontato –, ci siamo ritrovati in un gruppo di noi vecchi calciatori, l’amico Buriani (in squadra con lui nell’anno della stella, ndr) e Di Vaio (attuale dirigente del Bologna, ndr). Eravamo in incognito, per non essere disturbati dai tifosi. Abbiamo solo autografato il conto per darlo ad una mia amica della friggitoria, che però era chiusa per cui lo abbiamo messo nella sua bacheca sperando che non sia andato perduto».
Insomma, niente di strano se per una sera vecchi amici hanno voglia di ritrovarsi e stare insieme a parlare dei tempi passati. Peccato che tutto ciò non sia avvenuto, perché chi raccontava questi episodi di fronte ad altri villeggianti a Lido Spina non era Antonelli.
fantasia galoppante
Ancor più grave quando chi si spaccia per un’altra persona parla della sua famiglia, dei due figli, uno dei quali oggi calciatore professionista (all’Empoli) e l’altro che si è visto spezzare la carriera a 14 anni a causa di un’ernia inoperabile.
Ma ovviamente desta più interesse il racconto della carriera di calciatore, «quando a 18 anni guadagnai i miei primi 500 milioni mio padre incorniciò l’assegno che conserva ancora». O, ancora, i rapporti con il grande Rivera, «che si muoveva poco e pretendeva di avere la palla pronta ai suoi piedi». «Mentre Riva che ho conosciuto in altre occasioni, era un vero signore», aggiunge.
Poi, quando gli è stato chiesto di farsi fotografare, ha rimandato al giorno dopo, peccato che nel frattempo sia partito improvvisamente e parlando con la proprietaria del bungalow la conferma che non era Antonelli.
il vero dustin
«Lido dove? Mi spiace non ci sono mai stato». A parlare è proprio Antonelli, quello vero, informato del fatto che c’era qualcuno sul nostro litorale che si spacciava per lui. «Questa è la prima volta che mi capita di sentire una cosa del genere. Non sono mai venuto da quelle parti, pur avendo mantenuto il rapporto con l’amico Ruben Buriani. È proprio incredibile questa vicenda, soprattutto sono sorpreso che sapesse tanti particolari della mia vita: si era preparato proprio bene la parte. Che dire, prometto che verrò presto ai Lidi».
il precedente
Per primo è stato proprio Buriani ad essere sorpreso del racconto: «Non ero ai Lidi con “Dustin” e di certo non ha mai avuto casa qui, fosse accaduto mi avrebbe sicuramente chiamato. Ma una cosa simile era accaduta dalle mie parti (Buriani abita a Quartiere, ndr), diversi anni fa si presentò al bar uno che diceva di essere Tancredi, l’ex portiere della Roma. Diceva di essere stato mio compagno di squadra e di essere rimasto a piedi con l’automobile perché aveva finito la benzina. E fra tanti proprio mio padre gli diede 100mila lire. Ma non era lui...». —
Margherita Goberti
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