La Nuova Ferrara

Ferrara

il delitto di copparo 

Incursione sulla scena del crimine. Ipotesi ladri, ma non è stato rubato nulla

Annarita Bova
Incursione sulla scena del crimine. Ipotesi ladri, ma non è stato rubato nulla

La scoperta durante il sopralluogo dei carabinieri e degli avvocati: i rilievi effettuati per capire come è morta Cinzia

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COPPARO. Amara sorpresa ieri mattina sul luogo dell’omicidio di Cinzia Fusi, la donna di 34 anni barbaramente uccisa dieci giorni fa dal compagno Saverio Cervellati. Qualcuno è entrato da una delle finestre, molto probabilmente dei ladri hanno agito nonostante i sigilli, riuscendo a entrare nel negozio Spendibene di proprietà dell’assassino e poi nell’appartamento al piano superiore, dove abita la sorella di Cervellati con la sua famiglia. Il garage accanto alla attività, dove la vittima è stata colpita più volte alla testa, non è stato aperto.

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Il furto

A trovare la finestra aperta ed il registratore di cassa sul pavimento sono stati i carabinieri di Copparo e della scientifica che ieri mattina sono tornati in via Primicello con gli avvocati di Cervellati e della Fusi per un sopralluogo. A quanto pare i malviventi avrebbero aperto la cassa del negozio, che era vuota, e l’hanno lasciata sul pavimento davanti all’ingresso abbandonando a terra anche qualche spicciolo.

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Sono quindi saliti al piano superiore, nell’appartamento abitato dalla sorella dell’uomo accusato di femminicidio. Qui hanno forzato la cassaforte, ma anche questa era vuota. «Quando siamo dovuti andare via (tutto lo stabile è stato sottoposto a sequestro, ndr) abbiamo scritto un cartello spiegando che la casa è praticamente vuota. Ma evidentemente non è servito a niente», ha spiegato il cognato. L’altra attività all’interno dell’immobile, Cirelli elettrodomestici, ancora chiusa per il sequestro dell’intero capannone, non è stata presa di mira.

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I dubbi

Ladri che hanno vigliaccamente approfittato della situazione convinti di portare a casa soldi e valori preziosi o qualcuno in cerca di documenti e quant’altro? Il dubbio c’è e resta, non avrà facile risposta anche perché nessuno, a parte l’assassino, può saperlo. Per fortuna i malviventi non sono entrati nel garage, non inquinando così la scena del crimine analizzata di nuovo dalla Scientifica in mattinata.

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Il sopralluogo

Ieri mattina il legale della famiglia Fusi, Denis Lovison, e i difensori di Cervellati, Elisa Cavedagna e Luca Tieghi (fresco di nomina), accompagnati dal comandante dei carabinieri di Copparo Giorgio Feola e dagli uomini della scientifica, sono entrati dunque prima all’interno del negozio, esattamente nella segreteria alla ricerca di documenti dopo alcune dichiarazioni di Cervellati durante l’interrogatorio. Le indagini si muovono su diversi fronti e gli inquirenti stanno analizzando gli aspetti della vita lavorativa dell’uomo e della situazione economica dell’attività. In quest’ottica, una busta chiusa che era stata trovata nella sua auto aveva suscitato allarme: ieri mattina è stata aperta, in caserma a Copparo, alla presenza delle parti e conteneva 630 euro per la ex moglie di Cervellati. Poi, dopo questo atto, tutti si sono spostati nello Spendibene e quindi all’interno del garage, dove Cinzia Fusi è stata uccisa, colpita più volte con un mattarello dopo una lite.

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Nel garage

È importante capire, ma sarà l’autopsia a dare le risposte definitive, quando e come è morta la donna. Quanto tempo è passato prima che l’assassino chiamasse il suo avvocato e subito dopo i carabinieri, se la Fusi ha in qualche modo lottato e se lui ha cercato di nascondere l’omicidio provando ad inscenare una aggressione da parte di terzi. Le domande sono ancora tante. Intanto i carabinieri dovrebbero nelle prossime ore procedere con il dissequestro dell’immobile e dare la possibilità ai commercianti di riaprire le attività e tornare a lavorare, e alla famiglia che vive nell’appartamento sopra al negozio di rientrare in casa. —

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